Il Tirreno

Lucca

Operaio precipitò dal tetto, cinque indagati

L’Oleificio Rocchi dove avvenne la tragedia
◗
L’Oleificio Rocchi dove avvenne la tragedia

Nei guai anche la cooperativa e l'azienda che doveva togliere l'eternit

3 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. La morte di Gerardo Herman Huaman Carrasco, 53 anni, l'operaio deceduto il 16 agosto dell'anno scorso dopo un volo di 7 metri dal tetto dell'oleificio Rocchi non fu una fatalità. Almeno stando alla procura che ha chiuso l'inchiesta sulla morte del lavoratore peruviano residente a Firenze. Iscrivendo nel registro degli indagati cinque persone e due aziende che, attraverso l'articolo 24 septies del decreto legge 231 del 2001, sarebbero responsabili in solido e quindi rispondendo eventualmente con il patrimonio del reato di omicidio colposo in violazioni di norme anti-infortunistiche.  OMICIDIO COLPOSO  Le due aziende in questione sono la Caf di Firenze - Cooperativa Autotrasportatori Fiorentini - dove l'operaio lavorava e l'oleificio R.M. in via delle Piagge a Sant'Alessio dove avvenne l'incidente mortale. Per l'accusa i lavori di rimozione delle lastre di eternit dal tetto e la posa della nuova copertura sarebbero stati effettuati senza che fossero stati previsti, predisposti e collocati i necessari mezzi di protezione per i rischi di caduta dall'alto. Lavori che per l'accusa erano stati effettuati nell'interesse dell'oleificio R.M. da parte della Caf in maniera da conseguire un notevole risparmio economico. Il motivo? Per l'accusa l'assenza della predisposizione di mezzi di protezione dei lavoratori (una rete sotto l'edificio) comportava per la cooperativa un minore aggravio di spese e una maggiore competitività nell'aggiudicarsi i lavori. Le due società (persone giuridiche) per l'accusa sono imputate di omicidio colposo in violazione delle norme di sicurezza. E con loro i i rispettivi rappresentanti legali Mario Gavagni e Cesare Rocchi; il preposto della Cooperativa Autotrasportatori Fiorentini, Andrea Fratini; l'amministratore e delegato alla sicurezza dell'oleificio R.M., Umberto Rocchi e il coordinatore per la progettazione ed esecuzione dei lavori, l'architetto Roberto Puliti.  LE CONTESTAZIONI  A Gavagni la procura contesta anche due contravvenzioni in materia di sicurezza sul lavoro: l'assenza nel piano operativo di sicurezza della valutazione del rischio di caduta dall'alto nella fase lavorativa e la mancanza del ricorso all'uso di ponti sviluppabili e imbracature di sicurezza. A Fratini gli inquirenti contestano la intempestiva segnalazione al datore di lavoro della Caf delle condizioni di pericolo determinatesi nel cantiere dell'oleificio Rocchi per l'assenza di misure di protezione adeguate, per le avverse condizioni atmosferiche e per il tempo limitato concordato dalla Caf per la conclusione dei lavori. A Umberto Rocchi la procura contesta di non aver cooperato all'attuazione di misure di prevezione e protezione dai rischi sul lavoro dell'attività oggetto dell'appalto. Infine all'architetto Puliti gli investigatori contestano di non aver redatto il piano di sicurezza relativamente ai lavori da svolgersi all'oleifici e di non aver sospeso le lavorazioni appena riscontrata la procedura utilizzata dai lavoratori Caf per la copertura del capannone con pannelli a sandwich.  L'INCIDENTE MORTALE  Quando Carrasco precipitò dal ponte sviluppabile era ancora vivo. E cosciente. E ai volontari del 118, che per primi l'hanno soccorso, lamentò sostenendo di avere un forte dolore alla schiena. Ma al pronto soccorso la situazione precipitò. L'operaio peruviano perse conoscenza e morì per le gravissime lesioni emorragiche interne.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web