Il Tirreno

Lucca

La scarpa riprenderà a marciare nel 2011

Alessandro Petrini
Un’azienda calzaturiera
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Un’azienda calzaturiera

Spiragli per il settore da uno studio di Nomisma e Monte dei Paschi

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 CAPANNORI. Partirà nel 2011 la ripresa del settore calzaturiero ma per quanto riguarda il distretto capannorese si registrerà un ulteriore calo del fatturato nel prossimo biennio.  A questo si aggiunge la necessità di guardare ai mercati emergenti per consolidare lo sviluppo proprio perché la contrazione attuale del mercato sarà in parte compensata dalla diversificazione dell'export.  È uno scenario in chiaroscuro quello che emerge dall'analisi presentata da Monte dei Paschi e Nomisma, con il patrocinio di Anci, sulle realtà e le prospettive del calzaturiero in Italia.  Il rapporto mostra che attualmente il settore vive principalmente delle conoscenze e delle specificità sviluppate negli anni dalle realtà distrettuali, soprattutto in un contesto economico difficile e con problematiche molto variagate come quello attuale. Grazie a questo know-how manifatturiero, che si è consolidato nel corso degli anni, il settore però riesce a mantenere un export diversificato anche in periodi crisi.  Per questo l'indagine sottolinea come in questo periodo sia necessario guardare ai nuovi mercati emergenti, mantenere un dialogo forte con il sistema bancario ed eventualmente intrecciare nuove alleanze tra i vari distretti.  In un quadro generale che fa intravedere dell'ottimismo per il futuro, il distretto capannorese ha avuto un lieve aumento del proprio giro d'affari tra il 2005 e il 2008 (+4,3%) ma ora sta attraversando un biennio difficile con una riduzione del fatturato di oltre il 20%. Per la ripresa bisognerà attendere l'inizio del 2011 anche se si tornerà a livelli ancora lontani rispetto a quelli del 2005. Le difficoltà maggiori ci saranno sul fronte occupazionale perché per il 2011 nel distretto si prevede un'ulteriore contrazione dell'11,7%, uno dei dati peggiori del settore a livello nazionale.  Coerentemente con l'andamento dei ricavi delle vendite, anche per l'export delle imprese del distretto capannorese si prevede che il 2010 finirà con una contrazione del 10,1%, su valori non troppo differenti da quelli previsti per le imprese del settore del centro Italia che non appartengono a sistemi distrettuali.  L'inversione di tendenza è attesa invece per il 2011 con livelli di export che dovrebbero aumentare del 15,7% in un contesto territoriale che invece non evidenzia differenze rispetto ai livelli dell'anno precedente. Sempre secondo l'analisi, tardano invece ad arrivare investimenti importanti in innovazione e tecnologia.  Infine qualche segnale di miglioramento arriva anche dal sistema bancario visto che la tendenza alla progressiva flessione del credito alle imprese potrebbe invertirsi già a partire da questa estate.  Infatti il dato provvisorio registrato a febbraio riferito al comparto della moda sembra indicare che la velocità della contrazione, seppure ancora elevata, sia sensibilmente rallentata, stabilizzandosi ai livelli dello scorso dicembre.

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