Gioco
Impiega lavoratori al nero multa da 85mila euro al titolare di un'azienda
A tre pensionati ultrasessantenni e due immigrati la ditta florovivaistica non forniva la busta paga
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LUCCA. Nelle serre lavoravano tre pensionati ultrasessantenni e altri due stranieri irregolari che non ricevevano uno straccio di busta paga e ai quali non venivano versati i contributi previdenziali e assistenziali. Un quadro di irregolarità amministrative che ha portato i carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro a contestare una serie di infrazioni per 85mila euro arrivando alla sospensione temporanea dell'attività lavorativa. Nei guai è finito il proprietario di un'azienda florovivaistica di Paganico. Un imprenditore di 46 anni che, per l'accusa, basava la sua attività sull'utilizzo di lavoratori a nero. Lui ha preannunciato ricorso alla decisione dei carabinieri - - coadiuvati nell'intervento dai militari della stazione di Capannori diretti dal maresciallo Antonio Fasiello - che l'altro giorno hanno compiuto il blitz in seguito a una «spiata». Un esposto circostanziato nel quale si elencavano le presunte irregolarità che consentivano al titolare della ditta individuale di fare concorrenza agli altri floricoltori del Capannorese. Così i militari in borghese, assieme al personale della direzione provinciale del lavoro, si sono presentati nel capannone dell'azienda. E, stando all'accusa, hanno trovato effettivamente un quadro di irregolarità amministrative in materia di assunzione dei lavoratori. Uno dei tre pensionati di Paganico e dintorni ha candidamente ammesso ai carabinieri di aver iniziato a «collaborare» con l'azienda florivivaistica da almeno due anni. Un'impresa a conduzione familiare che si occupa della coltivazione e della vendita di fiori freschi e di piante. La nuova normativa in materia di lavoro nero prevede pene sino a 12mila euro per ogni dipendente non regolarmente assunto. A lavoro al momento dell'intervento dei carabinieri - pur non risultando dalle scritture contabili - c'erano anche due stranieri, in regola con il permesso di soggiorno, che venivano pagati a nero senza essere contrattualizzati. Gli ispettori della direzione provinciale del lavoro hanno riscontrato anche altre infrazioni amministrative che hanno portato alla sospensione, al momento temporanea, dell'attività.
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