«Mi sono armato, ora la uccido». La telefonata prima del delitto
Ha telefonato dalla Bosnia. La madre l'ha denunciato: invano
LUCCA. «Quello che mi avete fatto ve lo rendo. Sono in Bosnia e vado a prendere un'arma. Tanto la bimba la guardano i tuoi genitori». Sono le parole - un'esplicita minaccia di morte - con cui Dejan Ilic, 29 anni, aveva chiuso l'ultima telefonata alla sua ex compagna Alessandra Biagi, di 27, dopo che lei gli aveva chiesto di uscire per sempre dalla sua vita.
Una telefonata di pochi giorni fa che annunciava la tragedia. Non l'hanno potuta evitare neanche un padre - Andrea Biagi - che ha assistito impotente in giardino all'omicidio della figlia Alessandra e al suicidio del suo assassino, e neanche una madre - Gordana Ilic - che aveva rivelato quale fosse il piano che suo figlio Dejan le aveva raccontato per telefono: uccidere l'ex convivente Alessandra, madre della loro figlia di due anni, e togliersi la vita lui stesso. Addirittura i due genitori, Andrea Biagi e Gordana Ilic, erano andati insieme dai carabinieri per riportare il contenuto della telefonata di Dejan alla madre.
Sono i contorni di una tragedia assurda, incomprensibile. Eppure è accaduta, in via Ponte Strada a Verciano, martedì poco prima della mezzanotte. Assurda perché tutti sapevano quale ossessione accecava la mente di Dejan Ilic, e quale rischio corresse Alessandra Biagi. Lo sapevano i familiari dei due giovani e lo sapevano gli abitanti di Verciano. Lo sapeva il parroco don Pietro Biagi. E lo sapevano anche le forze dell'ordine.
[[atex:gelocal:il-tirreno:lucca:cronaca:1.1883073:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/lucca/cronaca/2010/05/26/news/lucca-uccide-la-ex-a-colpi-di-fucile-poi-si-spara-1.1883073]]Dal gennaio 2009, dopo che Alessandra, stanca di maltrattamenti, aveva deciso di lasciare definitivamente Dejan e di tornare con la piccola Gabriella dai suoi genitori, la famiglia Biagi per tre volte aveva dovuto chiamare i carabinieri. Perché l'ex convivente della figlia tutte le volte che veniva a Verciano per vedere la bambina era sempre molto aggressivo con Alessandra. Anzi, era sempre più aggressivo. Ma quando i carabinieri arrivavano, nel frattempo lui si era allontanato. Una volta i familiari di Alessandra avevano denunciato Ilic per danneggiamento ai carabinieri di Pieve di Compito: avevano trovato il vetro rotto di una finestra di casa dopo che il giovane bosniaco era stato visto aggirarsi nei paraggi.
E non si contavano le minacce che Dejan indirizzava all'ex compagna, le telefonate per terrorizzarla, a tutte le ore del giorno e della notte, tanto che lei aveva dovuto cambiare numero. Nei giorni scorsi, attraverso un parente avvocato, Alessandra si era decisa a denunciare l'ex compagno per stalking. Ieri tutto il paese di Verciano era sotto choc. Il parroco don Pietro Biagi, il primo a vegliare i corpi dei due giovani ancora distesi nel giardino di casa Biagi, non nasconde che la situazione fosse pericolosa e che i genitori di Alessandra fossero molto preoccupati. «Avevo detto loro di raccomandare alla figlia di non farsi vedere in giro, tantomeno a parlare con qualcuno. Per Ilic sarebbe stata una provocazione».
E anche Naima El Hakkouni, amica di Alessandra che lavora al bar trattoria La Piazzetta, proprio davanti al negozio di parrucchiera della madre della povera giovane, racconta che Alessandra era sconvolta. «L'ho vista per l'ultima volta ieri pomeriggio (l'altroieri, per chi legge, ndr). Non ce la faceva più a sopportare le minacce del suo ex compagno e aveva paura. Una volta lui glielo aveva anche detto: "Ti ammazzo"».
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