La manifestazione
Rette, bufera sugli anticipi
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Bambini a pranzo in una mensa scolastica (foto darchivio) Il Pdl spara contro la richiesta del Comune alle famiglie
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LUCCA. Il pagamento anticipato mensile per la mensa scolastica. La tariffa mensile rincarata, a pioggia (o quasi) di 15 euro rispetto all'anno scorso. L'impossibilità di ottenere rimborsi per i pasti non consumati se non ci sono «più di 10 assenze consecutive». Arriva alle famiglie la lettera del Comune con le nuove "regole" per ammettere i bambini di materne, elementare e medie alla mensa scolastica. Ma sono regole che al Pdl non piacciono. Per nulla. Tanto che tre consiglieri comunali - Maurizio Dinelli, Marco Modena e Giacomo De Luca - chiedono all'assessore alla pubblica istruzione e all'assessore al sociale di modificarle immediatamente, mentre invitano le famiglie a non pagare un euro di quelli richiesti dal Comune con un'iniziativa dei dirigenti che non sarebbe stata concordata con gli assessori e, tanto meno, sarebbe conseguente a quanto deciso in consiglio comunale. Lo scontro sulla questione è duro. E l'assessore alla pubblica istruzione, Donatella Buonriposi, sarebbe d'accordo con i consiglieri. Ma per evitare dilazioni Dinelli, Modena e De Luca annunciano un confronto nella riunione congiunta delle commissioni finanze, pubblica istruzione e sociale già fissata per il 7 giugno. In più, per evitare pasticci amministrativi sollecitano i genitori a restituire al Comune, già entro la fine della settimana, tutti i documenti sulla mensa ricevuti «perché non hanno legittimazione amministrativa». Inoltre, in un'interrogazione urgente, chiedono anche come possa essere accaduto un fatto del genere e chi ne sia responsabile. Secondo il Pdl - scrivono i consiglieri Maurizio Dinelli, Marco Modena, Giacomo De Luca - i dirigenti (su mandato degli assessori) devono «rimodulare le tariffe, in base a scaglioni di reddito e al numero dei figli, perché dagli uffici comunali sono partite richieste che non tengono affatto conto delle decisioni del consiglio comunale. È un evidente errore su cui bisogna intervenire. E si devono anche chiarire i motivi dell'accaduto e precisare le responsabilità». Nell'attesa Dinelli, Modena e Andreoni con l'interrogazione urgente chiedono agli assessori competenti di fermare «le richieste di pagare la tariffa di 4 euro a tutti indiscriminatamente. Le tariffe devono coprire il costo del servizio che dal prossimo anno costa di più perché è migliorata la qualità del servizio, ma i genitori pagheranno in base a fasce di reddito ancora da individuare. Le commissioni sociale e pubblica istruzione si riuniranno il 7 giugno con la commissione finanze per vedere quale spazio di manovra esista e solo dopo la tariffa sarà determinata». Per i consiglieri, dunque, la lettera alle famiglie contiene richieste che anche l'assessore Buonriposi avrebbe acconsentito a far modificare: i «4 euro a pasto, il pagamento anticipato, il costo mensile di 77 euro (invece di 62) senza tenere conto dei pasti consumati, l'assenza di rimborsi se non ci sono più di 10 assenze consecutive (40 euro che il Comune non rimborserebbe)».
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