La manifestazione
Evasione milionaria al «Gilda»
Claudio Vecoli
Per spogliarelli e lap dance nessuna ricevuta fiscale ai clienti
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MASSAROSA. Luci rosse, ma guadagni... in nero. E che guadagni, quelli accertati dalla Guardia di Finanza di Viareggio dopo quasi un anno di verifiche. Per gli uomini delle Fiamme Gialle, i due gestori della sexy-discoteca Gilda - notissimo ritrovo hard sulle colline di Massarosa - avrebbero evaso oltre 7 milioni e mezzo di euro. Presentando invece al fisco dichiarazioni dei redditi in pareggio se non addirittura in perdita. Tutto era iniziato una notte del giugno dello scorso anno, quando intorno alle due di notte la Finanza ha fatto irruzione all'interno del locale per capire il giro d'affari del Gilda. All'interno, insieme ad una sessantina di clienti tutti regolarmente identificati, gli uomini della compagnia di Viareggio hanno sorpreso quindici ballerine di lap dance e spogliarelliste (la gran parte italiane) intente ad intrattenere il pubblico con i loro giochi erotici. Spettacoli spesso eseguiti all'interno di privé, ovvero stanze di dimensioni ridotte dove assistevano alle performance uno o due clienti «privilegiati». Fin qui nessun reato, visto che non è stata ravvisata alcuna forma di prostituzione. Se non fosse che gli spettacoli a luci rosse - per altro particolarmente costosi - erano pagati senza che venisse rilasciata alcuna ricevuta fiscale. Né questa veniva evidentemente richiesta dai clienti - molti dei quali facoltosi uomini d'affari e professionisti, ma anche giovani in cerca di divertimento all'insegna della trasgressione - tutt'altro che interessati a conservare documentazione della loro presenza all'interno del locale notturno. Anche le tariffe - come gli spettacoli offerti dalle avvenenti showgirl - erano da... capogiro: Per dieci minuti trascorsi in compagnia di una delle ballerine del locale era previsto un cachet di sessanta euro a spettatore da pagare in contanti. E, soprattutto, in nero. Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, ciascuna ballerina arrivava a guadagnare circa tremila euro a sera: di questa somma, il 70 per cento andava ai gestori del locale, mentre il restante trenta per cento veniva trattenuto dalle ragazze. Ricostruendo il floridissimo giro d'affari anche grazie a estratti conti bancari, le fiamme gialle hanno calcolato una evasione complessiva di oltre 7 milioni e mezzo di euro. Di questi, 6 milioni e 146mila euro di mancato pagamento alle imposte dirette, 1 milione e 245mila euro di Iva, 261mila euro di violazioni all'Irap e 61mila euro di imposta sugli spettacoli non versata. Il tutto mentre in fase di dichiarazione dei redditi, la società che gestisce il locale presentava bilanci in pareggio e, qualche volta, perfino in perdita. L'entità delle somme evase - che supera abbondantemente i limiti posti dalle leggi penali tributarie - ha fatto scattare una denuncia a piede libero per la coppia che gestisce il Gilda e che prevede pene come la reclusione da uno a tre anni. E i controlli all'interno di locali notturni - non necessariamente a luci rosse - sembrano destinati a proseguire anche nei prossimi mesi.
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