La manifestazione
Conto alla rovescia per il parere di Palazzo Ducale sullimpianto di Fornoli. I 91 operai attendono la cassa integrazione straordinaria
Biomasse, dopo Alce c'è aria di moratoria
Barbara Antoni
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Piazza Napoleone, la protesta dei comitati contro limpianto di Alce (archivio) Prima di esaminare altri progetti la Provincia vuole redigere un suo piano energetico
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BAGNI DI LUCCA. Stanno per scadere i 180 giorni di legge per il parere della Provincia sull'impianto a biomasse di Fornoli. Per questo la conferenza dei servizi di domani potrebbe essere risolutiva. Ma una volta che alla vicenda Alce sarà messo un punto, con molte probabilità la Provincia prenderà tempo prima di esaminare altri progetti analoghi che sbucano da più parti della Garfagnana. L'ipotesi che circola in Palazzo Ducale è quella di una moratoria. Una battuta d'arresto, uno stop sull'intera partita delle biomasse a cui oggi tanti aspirano anche per i certificati verdi che fruttano: prima di esaminare altre richieste per impianti superiori a un megawatt, la Provincia vuole redigere un suo piano energetico, in parallelo con il Ptc (piano territoriale di coordinamento), che integri le previsioni contenute nel piano energetico regionale (Pier). La volontà, insomma, è di essere il più precisi possibile sulla capacità del territorio di accogliere inceneritori e di alimentarli con le proprie risorse boschive. Alcuni tecnici sono già al lavoro per verificare se esiste compatibilità fra queste risorse e il fabbisogno che scaturirebbe da più centrali. Intanto, in prima linea ci sono sempre i lavoratori (disoccupati) di Alce. Novantuno in totale: per tutti il periodo di cassa integrazione ordinaria (un anno) è scaduto e pochi giorni fa è stato raggiunto l'accordo per chiedere la cassa integrazione straordinaria per crisi internazionale. Che verrà con tutte le probabilità concessa visto il caso specifico e la congiuntura economica nazionale. Ma al momento, in teoria, prima che l'accettazione della cassa integrazione ordinaria arrivi dall'Inps la loro posizione è scoperta da qualsiasi ammortizzatore. La cassa integrazione straordinaria, richiesta per un anno, porterà nelle tasche dei 91 operai circa 750 euro al mese. A cui potranno aggiungere le modeste spettanze che derivano loro dal lavoro di vigilanza che, a rotazione, svolgono sull'impianto della ex cartiera e fabbrica di tannino che era il loro luogo di lavoro quotidiano fino a un anno fa.
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