Il Tirreno

Lucca

È arrivata ieri pomeriggio, a bordo di un’auto civetta, direttamente dal carcere di Pontedecimo

A casa la maestra sotto accusa

Barbara Antoni
L’arrivo di Anna Laura Scuderi nella casa dei genitori in via Roma ad Altopascio. La donna si vede di spalle e di sfondo, coperta dagli agenti in borghese
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L’arrivo di Anna Laura Scuderi nella casa dei genitori in via Roma ad Altopascio. La donna si vede di spalle e di sfondo, coperta dagli agenti in borghese

Sconterà gli arresti domiciliari dai genitori ad Altopascio

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 LUCCA. «No, non aprite». Voce maschile: solo queste parole trapelano dalla finestra al piano terra della palazzina marrone in via Roma, vicino al centro di Altopascio. Nessuno infatti apre. Lì è appena entrata, riparata da quattro agenti e con il volto coperto dal colletto della giacca, Anna Laura Scuderi, la maestra che gestiva, fino al 2 dicembre scorso, Il giardino dell'infanzia Cip Ciop, asilo di Pistoia.  In questa casa la donna, 41 anni, sconterà un periodo di carcerazione. Arriva infatti dal carcere femminile di Pontedecimo (Genova), dopo che il giudice per le indagini preliminari Roberto Fucigna ha concesso a lei e alla sua collaboratrice Elena Pesce (28 anni) gli arresti domiciliari.  La Scuderi entra e la palazzina ammutolisce. Dal primo piano (il cui campanello d'ingresso non riporta alcun cognome) non un rumore, non una voce se non quella maschile che dice di non aprire ad anima viva.  Sono circa le 15,40. Via Roma è una strada calda, dove spira un venticello stanco da prima estate. Pressoché deserta: non c'è viavai nell'attiguo albergo Astoria. E sono quasi tutte vuote anche le altre abitazioni, sempre di color marrone, dello stesso agglomerato a forma di corte, alle cui spalle si estende una piccola zona artigianale. Nessuno sa che sta per arrivare un'inquilina nota alle cronache: Scuderi è stata arrestata, il 2 dicembre 2009, per maltrattamenti verso fanciulli, colta in flagrante dagli agenti della squadra mobile pistoiese mentre, secondo le accuse, nel suo asilo privato costringeva bambini (quelli ospitati erano in età compresa fra 8 mesi e 5 anni) a mangiare il loro vomito se questi facevano storie all'ora della pappa.  In via Roma, l'afa del primo pomeriggio viene rotta dall'arrivo di una Subaru Legacy grigio argento con i vetri oscurati, scortata da una pattuglia di carabinieri che l'ha aspettata al casello autostradale di Altopascio.  In una manciata di secondi, la Subaru (un'auto civetta delle forze dell'ordine) arriva sparata, si ferma nel piazzale davanti all'appartamento al piano terra, dove da circa due mesi (da dopo Pasqua, riportano i vicini) si sono trasferiti - da Quarrata dove abitavano, come la figlia - i genitori della Scuderi. Dall'auto escono prima quattro agenti in borghese - due uomini e due donne - della polizia penitenziaria. Poi esce la maestra: indossa i pantaloni neri di una tuta da ginnastica, una giacca sportiva rosa con il colletto tirato su a coprirle il volto. Ha i capelli scuri infilati sotto la giacca.  L'arrivo si consuma in una manciata di attimi. I carabinieri entrano nell'abitazione al piano terra e poco dopo escono. Torneranno - ogni giorno e ogni notte - per controllare che la donna sia in casa. Poi la palazzina e l'intera corte ripiombano nella loro estiva immobilità, con l'erba alta del giardino e i gerani rosa.  A scoprire dell'arrivo della nuova inquilina, alcuni vicini (che preferiscono restare anonimi) si stringono nelle spalle. Conoscono la storia dei bimbi maltrattati. «Una vicenda inqualificabile», dice una giovane mamma. «Con i bambini ci vuole pazienza e tanto amore», commenta un'altra residente in via Roma.

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