Il Tirreno

Lucca

Da versare entro fine maggio, poi scatteranno i controlli in locali, punti vendita, parrucchieri

Altro balzello per le attività

Piazza Grande, tavolini di alcuni pubblici esercizi
◗
Piazza Grande, tavolini di alcuni pubblici esercizi

Si deve pagare per diffondere musica e immagini

4 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Musiche di attesa (anche telefonica) o più genericamente di ambiente, che ormai diffondono tutti: dai negozi ai parcheggi, dal parrucchiere allo studio del dentista. Per mettersi in regola con il pagamento dei diritti il tempo è agli sgoccioli: la scadenza è il 31 maggio. Chi la disattenderà può aspettarsi, nel corso dell'estate, la visita di un ispettore e l'ingiunzione di pagamento.  Sono interessati negozi, pubblici esercizi, parrucchieri, estetisti, palestre, discoteche e locali in genere: chiunque - attraverso una radio o uno schermo, diffonda musica e immagini - è chiamato a pagare il rispettivo compenso a Scf, il Consorzio Fonografici con sede a Milano che gestisce i diritti connessi discografici spettanti ad artisti e produttori. Mentre la Siae tutela il diritto di autore (il testo e le parole di una canzone), Scf tutela il prodotto, quindi chi realizza il cd o il dvd.  E in città e sul territorio provinciale, il pagamento dei diritti discografici, sulla carta, riguarda una miriade di esercizi.  La quantità di quelli che spontaneamente li versano è ancora bassa, spiega il direttore commerciale di Scf Sergio Paulella: a livello nazionale «siamo sui 15mila contribuenti, ma contiamo di raggiungere i 20mila entro l'anno».  I "volontari" possono ritirare il bollettino con l'importo dovuto nelle sedi territoriali di Confcommercio (ci sono tariffe diversificate per iscritti all'associazione e non, e tariffe scontate, fino al 40%, per gli iscritti all'Ascom), oppure andare a cercarselo sul sito internet di Scf.  Paganti in città. Sulla piazza lucchese, circa il 40% degli iscritti Fipe (federazione italiana pubblici esercizi) di Confcommercio paga il diritto a Scf. È quanto riporta Marco Cipollini, funzionario Fipe. «Scf ha già fatto diverse visite nel centro storico, in particolare ad alberghi, pubblici esercizi, discoteche. Gli alberghi già pagavano il diritto a Scf, ma per i pubblici esercizi è una novità. Noi andiamo incontro a tutti quelli che vogliono mettersi in regola, ma non siamo esattori del Consorzio Fonografici».  Non paganti. Ma forte è ancora l'esercito dei non paganti, che scelgono questa via anche sulla base di indicazioni di associazioni di categoria (tra cui Confesercenti), secondo le quali «i contributi sono certamente dovuti nel caso di diffusione della musica per scopo di lucro mediante supporti fonografici» (quindi per quanto riguarda discoteche, discobar e locali analoghi. Mentre «permane una diversa interpretazione per quello che riguarda pubblici esercizi, alberghi ed esercizi commerciali dove è diffusa musica di ambiente attraverso radio e tv, il diritto connesso è stato già versato dalle emittenti e dunque non deve essere di nuovo richiesto ai titolari delle attività», spiega l'ufficio legale di Confesercenti.  Visite in arrivo. Ma ora Scf annuncia, a chi non paga, battaglia. Perché «ci sono sentenze che ci danno ragione - dice il direttore commerciale di Scf Paulella -. È vero, non abbiamo il controllo sulle sorgenti di emissione, ma non vorremmo arrivare alle ingiunzioni verso chi non paga i diritti. Piuttosto ci auguriamo che, anche alla luce dell'accordo fatto con Siae, gli esercenti ci verranno incontro. Su Lucca e provincia abbiamo centinaia di esercizi che pagano, ma è anche un'area importante di mancati adempimenti. Una volta decorso il termine ultimo per mettersi in regola, cioè il 31 maggio, cominceremo con le visite. E per chi non avrà ancora versato il contributo scatteranno le maggiorazioni».  Discoteche. Il tariffario per discoteche e altri locali di intrattenimento (anche il chiosco estivo, che emette musica attraverso una mini radio) è nuovo di zecca. E le tariffe, per discoteche e discobar, sono calcolate, a serata, in base a due parametri: la capienza massima di pubblico del locale e il numero di intrattenimenti durante l'anno. Considerando la prima fascia di serate (cento in un anno), la tariffa va da 16,80 euro per locali che possono contenere fino a 100 persone a 66 (per un locale che ne può contenere fino a 3mila). Sono le tariffe per non soci Fipe Confcommercio; per i soci tariffe ridotte, rispettivamente, a 11,76 e 46,20 euro. Barbara Antoni      ESEMPI PER CATEGORIA Il negozio versa da 73 in su  LUCCA. Dai 73,63 euro di un esercizio commerciale fino a cento metri quadrati di superficie ai 1.527,94 per la grande distribuzione fino a 9mila. Sono il contributo minimo e massimo richiesti da Scf alla categoria dei negozi (tariffe valide per i non associati).  Invece, per i pubblici esercizi i contributi richiesti vanno, per la diffusione di sola musica d'ambiente, da un minimo di 87 euro a un massimo di 476. Se alla diffusione della musica si aggiunge quella di immagini la tariffa allora può oscillare da un minimo di 113,28 euro a un massimo di 562 (in entrambi i casi il minimo e il massimo sono parametrati con la superficie del locale, rispettivamente fino a 150 metri quadrati e da 500 a mille). Le tariffe sono sempre intese per non associati.  Il diritto viene richiesto da Scf anche a tutti i soggetti che usano la musica per l'attesa. In questo caso il contributo viene calcolato in base al numero di utenze: fino a cinque, ammonta a 48,88 euro, da 6 a 10 arriva a 97,75, fino a un massimo di 50 utenze (423 euro).  Anche i parcheggi possono essere soggetti al contributo a Scf: se diffondono musiche, devono pagare da un minimo di 51,54 euro se entro i cento metri quadrati, a un massimo di 1.069 se la superficie è compresa fra 7mila e 9mila metri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa