Gioco
Si acuisce nel Pdl lo scontro in vista del gruppo unico
M.I.
◗
Franco Fabbri 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Non si placa lo scontro nel Pdl. Nemmeno il tentativo di mediazione del sindaco Mauro Favilla, sempre più padre putativo del centrodestra, è riuscito a mettere d'accordo le varie anime. Il problema pare di forma, ma anche di sostanza. Il gruppo Pdl - che il coordinamento provinciale ritiene costituitosi senza aver interpellato tutti gli interessati e senza il via libera degli organi del partito - ritiene che chi ancora milita in altri gruppi debba semplicemente aderire per formare una forza unica del Pdl. Per Franco Fabbri e Gabriele Torri, di Forza Italia verso il Pdl, questo percorso proprio non va: lo ritengono un'annessione che mette su diversi piani vecchi e nuovi, quasi costringendo questi ultimi ad una sorta di sottomissione. Per questo chiedono un iter diverso: azzeriamo tutto e rifondiamo il Pdl aprendolo subito a tutti gli interessati. Ragionamento che assolutamente non viene accettato dal gruppo costituito, tanto che Roberto Lotti, tra i più battaglieri, accusa Fabbri di giocare allo sfascio e di mettere in questo modo in difficoltà il sindaco. Ma per tutto l'attuale gruppo del Pdl ormai la rottura appare difficilmente sanabile. Vano finora lo sforzo di mediazione del sindaco che - in una riunione dalla quale man mano si allontanavano parecchi consiglieri - ha proposto un ordine del giorno che tendeva a dare a tutti pari dignità nel nuovo gruppo. «Non credo che sia realistico né opportuno - commenta ora Fabbri - drammatizzare un confronto che sconta dei ritardi. Oggi appare necessario un percorso partecipato e chiaro all'obiettivo che ci vede tutti concordi: la costituzione di un gruppo unico del Pdl, ma che rappresenti fin dalla sua costituzione in consiglio comunale e nella maggioranza, il vero nuovo senso e significato del Popolo della Libertà allargato a tutti quei movimenti che si richiamano al Pdl e a tutti quei consiglieri che oggi sono iscritti al Pdl o che hanno intenzione di aderirvi. «Questa è stata del resto la chiara indicazione del deliberato votato dal coordinamento provinciale che credo nessuno possa o voglia disconoscere. Non si tratta quindi di sordità ai paventati "richiami" di varie personallità politiche, ma semplicemente di essere coerenti ai deliberati del partito. Abbiamo aderito all'invito del sindaco e del coordinazmento provinciale per l'inizio di un confronto che in tempi stretti dovrà chiudere la vicenda e che comunque quest'ultima non ha mai posto problematiche all'azione del sindaco e dell'amministrazione né la realizzazione del programma che ha avuto fiducia dei cittadini. Io e Torri per senso di responsabilità abbiamo ritenuto di aderire al documento di utile mediazione predisposto dal sindaco». Una posizione che però suscita sospetti nell'attuale gruppo Pdl: «Se Fabbri tenta di allargare il nuovo gruppo unico (alla federazione di centro, a Fazzi e a Venturi) per avere dalla sua parte un numero sufficiente di consiglieri che possano indicarlo come capogruppo - è il commento - sappia che la manovra non passerà». In questo clima, domani si va in consiglio comunale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
