Sicurezza
I difensori degli arrestati «Un clima ambientale ostile»
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LUCCA. Gli avvocati Andrea Mennini Righini e Roberto Pellegrini (difensori di Adam Alexander Mossa) e Emanuele Fusi (difensore di Stefano Vannucci) si lamentano avvertendo un clima «ostile» nei confronti dei propri assistiti. Secondo i legali, la storica serenità di giudizio e prudenza della città «non ha trovato analoga accoglienza nelle valutazioni riferibili all'episodio accaduto di fronte al Bruton. Ricordiamo che davanti a questo locale, mentre era in corso un concerto rock, durante una scazzottata avvenuta all'esterno del locale ed un lancio di bicchieri e bottiglie, un operaio che assisteva all'evento musicale ha perso l'occhio per una scheggia di vetro che lo ha raggiunto al volto. «Non pare che ci siano dubbi sulla esigenza di manifestare tutta la solidarietà a chi come Sasha Lazzareschi, incolpevolmente, ha subito questa grave menomazione. E' però altrettanto vero che è necessario acclarare la dinamica degli eventi prima di attribuire colpe e responsabilità o emettere sentenze. «Pare invece che Lucca abbia deciso ancor prima di chiarire nei suoi "nebulosi" aspetti l'intera vicenda. Non vogliamo qui affrontare nuovamente i tanti punti oscuri sull'episodio (ce ne sono molti) e lo faremo nelle opportune sedi, ma rilevare come un'intera città - dai suoi organi di stampa all'associazionismo, dalle più disparate organizzazioni fino ai partiti politici - ha inteso non concedere il più elementare diritto agli indagati di non essere giudicati colpevoli fino all'accertamento rigoroso, completo e soprattutto sereno dell'episodio. Il mantenimento di un "clima ambientale" pregiudizialmente ostile non aiuta la ricerca della verità. La volontà, da parte di taluni di connotare, forzatamente e impropriamente la vicenda in senso politico non serve a nessuno. Occorrebbe dunque che tutti facessero un passo indietro prima di giudicare. Occorrebbe che tutti attendessero gli esiti delle indagini prima di condannare».
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