Il Tirreno

Lucca

Pdl, gruppo unico in alto mare

M.I.
Il gruppo del Pdl in consiglio comunale
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Il gruppo del Pdl in consiglio comunale

Altra fumata nera nella riunione dei consiglieri con il sindaco

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 LUCCA. Fumata nera nella riunione dei consiglieri comunali del centrodestra che, nell'ufficio del sindaco Mauro Favilla, si confrontavano sulla necessità di formare un unico gruppo del Pdl. L'obbiettivo era riportare sotto lo stesso tetto tutti i 14 consiglieri eletti nel Pdl e, in un prossimo futuro, unirvi anche due rappresentanti delle liste civiche, Pietro Fazzi e Alessandro Venturi.  Al momento, oltre ai rappresentanti dell'Udc e a quelli del gruppo di centro, a sostenere Favilla ci sono undici consiglieri del Pdl, due di Forza Italia verso il Pdl e il presidente del consiglio comunale, Marco Agnitti. Al centro del contenzioso, che ancora rende impossibile la riunificazione, una questione sostanzialmente di metodo. Il gruppo del Pdl, recentemente costituitosi e guidato da Lido Fava, ritiene Franco Fabbri e Gabriele Torri di Forza Italia verso il Pdl e Marco Agnitti debbano "aderire". «Il gruppo del Pdl esiste già - sostiene Fava - e il ministro Matteoli, il coordinatore regionale Parisi e quello provinciale Ravenni ci hanno caldamente invitato a riunirci. Non c'è bisogno di formare una forza nuova, basta che gli altri tre consiglieri entrino nel Pdl». Fava, disposto in questo caso a cedere ad altri il ruolo di capogruppo, non capisce il "politichese" usato da Fabbri e Torri che ancora resistono.  La sostanza è che i due consiglieri di Forza Italia non ritengono che il gruppo del Pdl sia stato costituito secondo le regole statutarie e chiedono quindi un azzeramento e l'avvio di un nuovo percorso per arrivare al gruppo unico secondo le indicazioni e i passaggi previsti dal partito.  Su questa linea insiste anche il vicecoordinatore provinciale, Vanda Cervelli, secondo la quale il gruppo Pdl per costituirsi doveva intanto informare i vertici del partito e comunque chiedere la partecipazione a tutti i consiglieri, senza metterne alcuni di fronte al fatto compiuto.  Il braccio di ferro insomma continua e difficilmente sarà risolto prima della riunione del consiglio comunale prevista per lunedì.

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