Il dolore
Il titolare di unattività di vicinato dava da mangiare al tavolo: la legge non lo permette
Negozio multato di 5mila euro
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Vigili urbani durante controlli È la quarta infrazione scoperta dai vigili, ora rischia la chiusura
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LUCCA. Se non è un record, poco ci manca. Il titolare di un negozio di vicinato del centro storico è stato multato per la quarta volta dalla polizia municipale perché serviva pasti: il conto sale a 20mila euro e il commerciante rischia di dover chiudere per un periodo stabilito dal Comune. Il regolamento parla chiaro. I negozi di vicinato possono vendere cibo e bevande da asporto, ma non possono avere tavoli esterno (sono ammessi solo i cosiddetti piani di appoggio), devono usare piatti e posate non lavabili (quindi di carta), non possono neppure apparecchiare. Insomma: non possono sostituirsi alle trattorie, ai ristoranti, alle tavole calde. Ma non è quanto sembra aver voglia di fare il proprietario del negozio, che si trova in una zona di grande flusso di turisti, beccato per la quarta volta a servire clienti seduti in strada. A un tavola apparecchiata con una tovaglia di carta. La polizia municipale ha identificato i clienti, che erano in attesa di mangiare, e ha elevato il verbale di 5mila euro. La pratica passa adesso agli uffici comunali, che possono decidere la temporanea chiusura del negozio.
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