Sicurezza
Lettere alla vigilia del consiglio di amministrazione della società che doveva trovare soluzioni alla crisi
Licenziati 5 lavoratori di Se.Ver.Acque
Enrico Messina
Il sindacato: «Disattesi gli impegni, ora vogliamo chiarezza sul futuro»
2 MINUTI DI LETTURA
CASTELNUOVO. Cinque lavoratori su 12 licenziati. È l'amaro bilancio di una giornata da dimenticare per i dipendenti (e per quelli che fra pochi giorni saranno ex-dipendenti) della Se.Ver.Acque, la società produttrice di impianti per l'erogazione dell'acqua le cui quote sono controllate per il 57% da Severa, società mista con quote di maggioranza in mano ai comuni della Garfagnana. Le lettere di licenziamento arrivate ieri mattina hanno colto di sorpresa i lavoratori, a maggior ragione perché giunte un giorno in anticipo sul consiglio d'amministrazone di Severa, che avrebbe dovuto trovare delle soluzioni per la società controllata. «La proprietà di Severa, i comuni che hanno in mano la società - dice Umberto Franchi, responsabile del dipartimento piccole imprese ed artigianato della Cgil - avevano promesso, di fronte al presidente della provincia e all'assessore provinciale alle attività produttive, di impegnarsi per Severa e quindi, indirettamenti per Se.Ver.Acque. E invece sono arrivati i licenziamenti». Il sindacato ha chiesto un «incontro urgente presso l'Assoindustriali», per cercare di trovare delle soluzioni alternative al licenziamento in tronco di quasi metà dell'organico. «Chiediamo - continua Franchi - che, invece dei licenziamenti, venga richiesta la cassa integrazione straordinaria. Abbiamo la sensazione che l'amministrazione abbia licenziato per non vincolare un ipotetico futuro compratore di Se.Ver.Acque alla riassunzione dei dipendenti licenziati». Secondo quanto riferito da Franchi, da tempo si parla di probabili compratori della società. «Vorremmo sapere - dice il responsabile Cgil - chi sono, che progetto industriale hanno, soprattutto discutere del futuro dei dipendenti. Siamo disponibili anche a sottoscrivere progetti di riassunzione dilazionata nel tempo, ma il licenziamento in tronco non ci sta bene: ci sembra solo un trucco per poter scegliere in futuro le assunzioni senza alcun vincolo. Soprattutto senza il necessario rispetto dei diritti e delle professionalità di questi lavoratori appena licenziati». I problemi economici per Se.Ver.Acque (ma più in generale per il gruppo Severa), si erano aggravati ultimamente, tanto da spingere la direzione della ditta a comunicare di voler fare richiesta del concordato preventivo e mettere in liquidazione la società. A quel punto i dipendenti avevano richiesto, e ottenuto, un incontro con le istituzioni, nel corso del quale stato preso un impegno a ricapitalizzare Severa, per aiutare indirettamente anche Se.Ver.Acque e mantenere il controllo su di esssa, o comunque renderla più appetibile, una volta ripianati i debiti, agli imprenditori interessati all'acquisto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
