Lazienda replica alle critiche sulla gestione delle attività e i tempi di attesa
Dall'Asl 10 milioni ai privati «Ma la radiologia funziona bene»
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Lesame della risonanza magnetica (Vip) 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. C'è una discrepanza fra i dati forniti dall'Asl sul volume di prestazioni nella diagnostica per immagini e i relativi tempi di attesa - tutto sommato buoni - e quello che i cittadini verificano ogni giorno quando hanno bisogno di una prestazione sanitaria, in particolare accertamenti diagnostici, come Tac, risonanza, ecografie o semplici radiografie. E tra quanto sostengono i sindacati, per i quali la gestione delle attività radiologiche non è esente da critiche. Intanto l'Asl nega che siano aumentate le prestazioni nei centri convenzionati. Dal 2007 a oggi - spiega l'azienda sanitaria - al privato accreditato sono stati erogati dalla Regione circa 10 milioni l'anno, ma non ci sarebbero stati aumenti della spesa per la radiodiagnostica: l'Asl garantisce con le proprie strutture il 75% delle prestazioni. E soprattutto il numero degli esami svolti in azienda è aumentato, sia per i ricoverati che per gli esterni (molti dei quali peraltro inviati dal pronto soccorso): sono stati 166.890 nel 2008, 173.099 nel 2009, 43.768 nei primi tre mesi del 2010. «I tempi di attesa - dice il direttore sanitario Lisandro Fava - sono per la stragrande maggioranza degli esami radiologici nettamente al di sotto di quelli indicati dalla Regione Toscana, al contrario di quanto accedeva fino ad un paio di anni fa». Secondo i dati Asl per una risonanza magnetica alla colonna si attendono 23 giorni, per una ecografia all'addome 43 giorni, per un ecocolordoppler dei tronchi sovraortici 44 giorni, per una mammografia bilaterale 27 giorni, per una radiografia di coste, sterno o clavicola 25 giorni, per una Tac encefalo 27 giorni. «La minore presenza di persone nei corridoi e nelle sale d'attesa della radiologia di Lucca - aggiunge Fava - è determinata quindi da una programmazione più efficace delle prestazioni fornite, mentre la confusione che si registrava in precedenza non era legata a efficientismo ma a disorganizzazione». Secondo i vertici dell'Asl tutto questo si deve anche al nuovo primario, che ha assunto anche le vesti di radiologo clinico e se contattato dai medici di famiglia consiglia il percorso più adeguato; dall'entrata in funzione della teletrasmissione delle immagini radiologiche; dal miglioramento del percorso dell'emergenza urgenza che sarà completato con la Tac al pronto soccorso; dalla nuova risonanza magnetica a Castelnuovo. «Vengono garantite le necessarie risposte - dice il dottor Lisandro Fava - sia per le cosiddette urgenze che per le richieste prioritarie differibili di pochi giorni (ad oggi circa il 30% del totale), e sono in questa maniera definiti gli accertamenti più appropriati e giustificati da effettuare, distinguendo tra primo accesso e i controlli routinari che possono essere effettuati nei mesi successivi. Questo complesso equilibrio di governo clinico permette di identificare in maniera più tempestiva eventuali criticità e di intervenire, in tempo reale, per apportare i necessari correttivi». Per i sindacati ci sono invece parecchie criticità, al punto che martedì mattina è prevista una riunione fra i sindacati della dirigenza medica e i vertici dell'azienda. «Sul personale - dice un sindacalista - viene esercitata una pressione all'insegna del fare e fare presto, probabilmente nell'ottica di una riduzione dei ricoveri, con un aumento del rischio medico, di errori al momento della diagnosi».
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