Gioco
Rubava cosmetici in farmacia smascherata dalle telecamere
Enrico Messina
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I carabinieri hanno condotto le indagini 2 MINUTI DI LETTURA
CAMIGLIANO. 3.500 euro di cosmetici. È la refurtiva complessiva dell'attività di una taccheggiatrice rumena, un'operaia residente a Capannori, che da marzo rubava prodotti all'interno di una farmacia di Camigliano Borgonuovo. Ad accorgersi dell'accaduto la titolare dell'esercizio, che, dopo averne fatto richiesta alla Direzione provinciale del lavoro, ha installato all'interno della farmacia le telecamere a circuito chiuso e ha smascherato la donna. L'operaia rumena, di 48 anni, portava avanti già da diversi mesi la propria attività illecita. Nel video che i carabinieri hanno mostrato nel corso di una conferenza stampa, tenuta dal capitano Tiziano Marchi e dal tenente Andrea Senes, la si vede, capelli scuri e sguardo attento, mentre gira indisturbata fra gli scaffali, approfittando dei momenti di distrazione del personale e della clientela per nascondere dentro il maglione i prodotti cosmetici. La velocità con la quale la donna eseguiva il gesto è davvero notevole, anche per questo motivo per quasi due mesi i proprietari della farmacia di Camigliano Borgonuovo non si sono accorti di nulla. Secondo le forze dell'ordine, la donna sceglieva proprio quella farmacia perché solitamente molto affollata: la confusione all'interno del negozio l'aiutava a passare inosservata. Alla proprietaria dell'esercizio, però, a un certo punto i conti hanno cominciato a non tornare più: l'incasso e il registro vendite non giustificavano l'assenza di alcuni prodotti. La farmacista si è rivolta quindi alla Direzione provinciale del lavoro e ha chiesto di poter installare le telecamere a circuito chiuso. Permesso che è stato regolarmente concesso. Il 25 aprile ecco arrivare il video che incastra la taccheggiatrice. Per lei è arrivata una denuncia per furto continuato e aggravato, ma non l'arresto, che si può effettuare solo in flagranza di reato. Parte della refurtiva è stata comunque recuperata. Probabilmente scatteranno anche specifiche indagini per ricostruire compiutamente la vicenda, soprattutto per comprendere a chi la donna vendeva la refurtiva e, quindi, se vi siano eventuali complici che agivano in "seconda battuta", al momento di "piazzare" la merce rubata in farmacia.
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