Sicurezza
I Bulldog: «Le vittime siamo noi»
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Il birrificio Bruton sulla via Lodovica preso dassalto sabato sera (Vip) Al giudice raccontano di essere stati aggrediti: non abbiamo ferito nessuno
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LUCCA. Restano in carcere Adam Alexander Mossa, 21 anni, di S. Andrea di Compito e Stefano Vannucci (23) di S. Filippo - accusati di lesioni gravissime dopo l'assalto al birrificio Bruton durante il quale un operaio di 38 anni ha perso un occhio. La convalida della misura restrittiva è stata decisa dal giudice delle indagini preliminari Marcella Spada Ricci. E i due esponenti dei Bulldog forniscono una versione del tutto opposta a quella di Sasha Lazzareschi, 38 anni, di Gragnano, l'uomo che ha perduto la vista a un occhio perché raggiunto in pieno volto da un bicchiere di whisky. Mossa (difeso dagli avvocati Andrea Mennini Righini di S. Giovanni Valdarno e Roberto Pellegrini di Firenze) e Vannucci (difeso dall'avvocato Emanuele Fusi del Foro di Lucca) ribaltano la situazione e dicono di essere loro le vittime. Sostengono di essere stati aggrediti (Mossa anche di essere stato ferito con una lama) e di essere stati il bersaglio di un fitto lancio di oggetti. Affermano di non aver scagliato alcunché e che quindi a colpire Lazzareschi potrebbe essere stato, involontariamente, uno degli avventori del locale del Morianese. Una ricostruzione dei fatti che evidentemente non ha convinto il magistrato durante l'udienza di convalida al S. Giorgio. I due indagati restano in cella e per il momento non risultato altre persone iscritte nel registro degli indagati oltre a Lorenzo Pucci, 21 anni, di Colle di Compito, anche lui vicino al gruppo di estrema destra, e Federico Filippi, 24 anni, di San Giuliano Terme. Eventuali nuovi elementi probatori potrebbero arrivare dall'esame dei filmati efettuati dalle telecamere di sicurezza installate al pub Bruton. La difesa. «Il mio cliente (Mossa, ndr) dice di aver subito l'aggressione e non di averla provocata - sostiene l'avvocato Mennini Righini -. Insieme agli amici era andato al pub per chiudere la serata, dedicata ai festeggiamenti per il suo compleanno. Ma una volta arrivati al Bruton sono stati accolti in malo modo. Non sono stati fatti entrare nel locale e hanno trovato un ambiente ostile. Al punto - dice l'avvocato - che chi era nel pub ha iniziato a lanciare bicchieri e oggetti di vario genere contro il mio assistito e i suoi amici. Mossa racconta di aver avuto un contatto fisico con un giovane che era nel locale e a un tratto di aver sentito un'esclamazione: "La lama!". Subito dopo si è ritrovato con una ferita su un braccio: sarà mia cura far eseguire tutti gli accertamenti medici del caso per stabilire se la lesione è compatibile con quella inferta da un coltello. Mossa spiega anche di essere finito a terra e a quel punto di essere stato percosso. Da qui la fuga, precipitosa, sulla Punto che è anche finita fuori strada». A parere dell'avvocato Mennini Righini la ricostruzione ufficiale di quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica presenta tanti punti oscuri. «Intanto ritengo poco sostenibile la tesi che tre giovani si mettano ad assalire un locale pieno di gente. Non sono a conoscenza di episodi precedenti avvenuti al Bruton che possano aver creato malumori, e penso che l'accanimento contro i Bulldog sia frutto del clima di tensione creatosi in città. Purtroppo quando questi ragazzi vanno in certi locali vengono importunati. Si è poi parlato di un tirapugni sequestrato a Mossa, ma di questa presunta arma non sono a conoscenza. I due giovani restano in carcere, ma mi pare che non ci fossero più le esigenze cautelari. Per questo motivo noi avvocati difensori presenteremo un ricorso al Tribunale per la Libertà e intanto attendiamo di parlare con il sostituto procuratore (Sergio Garofalo, ndr) a cui è affidata l'inchiesta».
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