Sicurezza
In piazza S. Giovanni apre Calasto, locale coi vini lucchesi
Dalle 11 alle 23 orario continuato Ecco il wine bar con 150 etichette
I.B.
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Lars Stork, nel wine bar di piazza S. Giovanni 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Dalle 11 alle 23 orario continuato. Apre sabato mattina in piazza S. Giovanni il wine bar "Calasto", la nuova vetrina per i vini della Lucchesia e anche per i prodotti alimentari della Garfagnana. Con 150 etichette, un libro su tutti gli "uomini del vino" della provincia, salumi e formaggi acquistati direttamente dai produttori, Lars Stork, 58enne manager danese in pensione, ex amministratore delegato della società di telecomunicazioni e telefonia mobile Unilever, crea nel cuore della città una vetrina della migliore enogastronomia lucchese. Pensata per i turisti, ma anche per i residenti che, finalmente, dovrebbero trovare un locale aperto fino a tardi nel centro storico. Trapiantato a Petrognano dal 2008, insieme alla moglie, Stork inizia prima a produrre olio «di qualità eccellente, ma sufficiente solo per noi e per qualche amico», per poi decidere di piantare viti. Si butta sul Merlot e nel frattempo cerca una persona che lo inizi ai segreti della vinificazione. Incontra così Moreno Panattoni di Montechiari «che mi ha letteralmente inspirato» e inizia il viaggio all'interno delle vinerie di Montecarlo e della Piana di Lucca. «Il risultato - riprende Stork - è questo wine bar che ha almeno un'etichetta per ognuna delle 40 vinerie della zona. In totale, comunque, abbiamo 150 etichette, con la prospettiva di arrivare a 200. Ogni giorno, poi, ci saranno almeno 5 vini nel menu per l'assaggio al bicchiere. E ogni assaggio di vini potrà essere accompagnato da un piatto di prodotti della Garfagnana». Stork precisa che è stata una scelta precisa quella «di non cucinare, ma di proporre un piatto unico insieme ai vini locali. Questo ci consente, infatti, di aspirare ad avere il miglior piatto freddo della città». Sempre disponibile, dalle 11 di mattino alle 23 o anche oltre se ci sarà giro di clienti: «Una collaborazione - spiega l'ex manager - è stata attivata con il promoter Andrea Colombini, in modo da offrire anche ai chi va a seguire i concerti in San Giovanni la possibilità di cenare dopo lo spettacolo». Fornendo un servizio che, dopo le 22, in città è assai raro da trovare. «Per garantire un'apertura così ampia - riprende Stork - abbiamo uno staff di cinque persone, di cui tre a rotazione. Questo orario ci consente di servire turisti e anche residenti. Qui da noi si potrà bere un bicchiere di vino ma si potranno anche acquistare prodotti tipici della zona. Uno degli scopi che si siamo prefissi, infatti, è di creare un'attività che sia un punto di riferimento per la produzione locale e che diventi, quindi, anche una vetrina per le tante vinerie. Un po' quello che succede nel Chianti». In sostanza - conclude il manager danese - il «mio wine bar dovrebbe essere uno strumento di marketing e di promozione del territorio, attraverso le sue eccellenze enograstronomiche».
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