Il Tirreno

Lucca

Alcuni imprenditori sono interessati a subentrare, ma ci sono preoccupazioni sul futuro produttivo

Uno spiraglio per la vertenza Cdm

I lavoratori dei tre stabilimenti sono in cassa integrazione da un anno

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 CAPANNORI. Ancora nessuna soluzione per la vertenza Cdm e Cartiera della Madonnina, ma uno spiraglio di luce sembra esserci: è l'interesse di alcuni imprenditori del settore cartario a subentrare nella gestione dell'attività degli stabilimenti di Salanetti, Villa Basilica e Pescia.  Sulla questione si è svolto, a Palazzo Ducale, l'ennesimo incontro del tavolo istituzionale a cui hanno preso parte gli assessori della provincia di Lucca, Francesco Bambini (sviluppo economico) e Gabriella Pedreschi (lavoro), l'assessore al lavoro della Provincia di Pistoia, Roberto Fabio Cappellini, i rappresentanti di Associazione industriali, sindacati confederali d Rsu, una delegazione di lavoratori e esponenti di Rotocart, società che ha formalizzato proposte per subentrare nella gestione delle attività.  Il tavolo istituzionale è stato convocato dopo una serie di incontri promossi da istituzioni e sindacati col giudice delegato ai fallimenti, col curatore fallimentare della Cdm Paper, con società e imprenditori interessati al subentro, fino all'ultima riunione che si è tenuta col presidente del tribunale di Lucca e col giudice delegato ai fallimenti. Riunione che è servita a fornire informazioni dettagliate sulla situazione di crisi che si trascina ormai da un anno e, in particolare, ad evidenziare scelte o azioni che non favoriscono una soluzione positiva della vicenda. Elementi, questi che saranno raccolti in una nota specifica che istituzioni e sindacati invieranno agli organi competenti.  «Nei fatti - spiega l'assessore Bambini - in presenza di stabilimenti che confermano la loro validità produttiva e a fronte di un forte interesse di altre società, le attività sono ferme, coi lavoratori in cassa integrazione da un anno. Nel determinare questa situazione, si manifestano evidenti responsabilità da parte dei soggetti che rappresentano la proprietà di Cdm group, sia perché in diverse occasioni non si sono presentati agli incontri, sia perché hanno assunto un atteggiamento dilatorio che non ha reso possibile la definizione di intese per l'ingresso di altri imprenditori».  Imprenditori che, invece, non solo hanno espresso la proposta complessiva per l'acquisizione del gruppo, ma hanno anche confermato la volontà di riattivare in tempi brevi la produzione del converting.  Secondo l'assessore Pedreschi, in questa vicenda la preoccupazione regna sovrana. «Anche se andasse in porto l'ipotesi dell'acquisizione da parte della Rotocart (che ha manifestato l'interesse ad acquisire i macchinari per riattivare la produzione a Salanetti e a Pescia), non è per niente certo - afferma l'assessore - che si riesca a garantire la ripresa integrale dell'attività».  «Il comportamento - dice l'assessore Cappellini - della proprietà e del custode giudiziale ci fa rimanere perplessi di fronte alla disponibilità di istituzioni, sindacati, associazioni e lavoratori. Siamo preoccupati per la sorte dei lavoratori ma continueremo a perseguire ogni strada per mantenere i livelli occupazionali».

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