Sicurezza
Se.Ver.A., grido d'allarme del sindacato
Interviene anche Bondi: le istituzioni si assumano le responsabilità
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CASTELNUOVO. «A un mese e mezzo dalla messa in liquidazione della società, i dipendenti continuano a lavorare nella massima incertezza e in attesa delle scelte della proprietà Se.Ver.a spa». È il grido di allarme del dipartimento piccole imprese della Cgil sulla crisi che coinvolge l'azienda dei rifiuti, con sedi a Castelnuovo e Guamo. «Nell'incontro in Provincia il 13 aprile scorso - continua la Cgil - la proprietà, rappresentata dai sindaci della Garfagnana, si era impegnata a presentare un piano di risanamento della consociata Se.Ver.Acque e valutare la possibilità di cedere l'azienda a un partner affidabile, che garantisse il lavoro dei 12 dipendenti di Guamo. Purtroppo il tempo è trascorso inutilmente: nessuna risposta». La Cgil sollecita «le istituzioni locali ad adoperarsi per Severa spa, affinché i lavoratori della Se.Ver.Acque di Guamo abbiano una prospettiva di salvaguardia dell'unità produttiva e dell'occupazione». Sul caso Se.Ver.A. interviene anche Francolino Bondi, consigliere comunale di maggioranza di Castelnuovo, a sostegno dei lavoratori. «Credo sia venuto il tempo di cessare il rimpallo delle responsabilità fra le forze politiche. Penso sia ora di lasciare da parte inutili e vani esercizi verbali e passare ad esaminare i fatti. Se.Ver.A. si trova in una condizione critica. Otto dipendenti della cooperativa Aurora, che cura servizi di raccolta rifiuti, non lavorano più in azienda. 14 persone addette all'impianto non sappiamo che fine faranno. Il termovalorizzatore è chiuso da mesi. «Chi di dovere - termina - non deve lasciare niente di intentato, con interventi decisivi e incisivi prima che sia troppo tardi e la zona finisca per spopolarsi ulteriormente. I giovani difficilmente rimarranno qui senza opportunità di lavoro. Altro che Garfagnana isola felice».
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