Il dolore
Dopo i due arresti per lassalto al Bruton, scritte contro Procura e Digos nel cuore del centro storico
Minacce alle istituzioni
◗
Una scritta contro la Digos apparsa stamani in centro storico Per l'accusa i filmati inchioderebbero i responsabili
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Scritte contro Procura della Repubblica e Digos sui muri che vanno dalla chiesa di San Girolamo sino a buona parte di Corso Garibaldi. L'estrema destra, i sostenitori dei Bulldog, sfidano la città, la magistratura e le forze dell'ordine dopo gli arresti e le incriminazioni per l'assalto alla birreria Bruton che è costata la perdita dell'occhio sinistro a Sasha Lazzareschi, 38 anni, di Gragnano, un tranquillo avventore che in compagnia della moglie e di due amici aveva deciso di concludere la serata nel pub. L'inchiesta potrebbe allargarsi e i nomi iscritti nel registro degli indagati crescere. Perchè con gli esponenti dei Bulldog Adam Alexander Mossa, 21 anni, di S. Andrea di Compito e Stefano Vannucci, 23 anni, di S. Filippo - finiti in carcere con l'accusa di lesioni gravissime - e con gli indagati Lorenzo Pucci, 21 anni, di Colle di Compito, anche lui vicino al gruppo di estrema destra e Federico Filippi, 24 anni, di San Giuliano Terme, c'erano anche altri giovani. Testimoni parlano di tre auto allontanatesi dopo l'aggressione. SCRITTE INGIURIOSE. I sostenitori dei Bulldog devono aver lavorato tutta la notte. Indisturbati, visto che hanno imbrattato i muri con i caratteri che ormai li contraddistinguono e rappresentano il loro marchio di fabbrica. A dare l'allarme al 113 sono stati alcuni abitanti della zona che ieri mattina, appena usciti di casa, si sono accorti degli elaborati dei violenti. Che, tra l'altro, si riuniscono spesso in quella zona, come sanno carabinieri e polizia. Nel mirino degli estremisti di destra la Procura e la Digos, che «disturbano» i loro raid e le loro azioni criminose. Un'autentica sfida a ventiquattr'ore dall'arresto di due «commilitoni»: Adam Alexander Mossa e Stefano Vannucci. Entrambi sono rinchiusi nel penitenziario di San Giorgio e stamani alle 9,30 verranno interrogati dal giudice delle indagini preliminari Marcella Spada Ricci nel corso dell'udienza di convalida. FILMATI AL VAGLIO. Per gli inquirenti non ci sono dubbi: loro avrebbero scagliato bottiglie e bicchieri contro il pub di San Cassiano di Moriano. Una convinzione dettata dalle testimonianze raccolte, ma anche da filmati e soprattutto dalle riprese di parte delle telecamere che si trovano all'esterno del Bruton. Le perquisizioni effettuate dalla Digos nelle abitazioni di indagati e arrestati, ma anche di altri giovani della provincia di Pisa, hanno consentito agli inquirenti di formare un consistente quadro probatorio che potrebbe portare all'incriminazione di altri soggetti, alla luce di possibili episodi avvenuti in precedenza e ancora al vaglio degli inquirenti. A casa di Mossa sarebbe stato rinvenuto un tirapugni. La polizia scientifica ha effettuato anche controlli accurati sulla Fiat Punto vecchio modello su cui si trovavano gli arrestati al momento di fuggire dopo l'assalto al pub. L'utilitaria è finita fuori strada ed è stata recuperata qualche ora dopo da una pattuglia della volante. Sono state rilevate impronte digitali e sequestrati alcuni oggetti (magliette e indumenti) all'interno dell'abitacolo. NUOVI SVILUPPI. Stando alla Digos, il gruppo dei Bulldog era monitorato da tempo. La loro pericolosità era nota anche alla luce anche dell'inchiesta del 2007 con arresti e denunce. E alcuni segnali di un «risveglio» dell'attività del gruppo di estrema destra non erano sfuggiti alle forze di polizia, a partire dalla presenza a un corteo non organizzato del 25 aprile. Ma non potevano prevedere il raid alla birreria Bruton di San Cassiano di Moriano semplicemente perchè non erano a conoscenza dell'episodio avvenuto nella notte tra l'8 e il 9 maggio. Il lancio dei petardi e l'intimidazione verbale era stata riferita ai carabinieri dal gestore del locale, ma non era poi sfociata in un esposto-denuncia circostanziato e quindi non si era trasformata in una notizia di reato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
