Sicurezza
Lo scontro sulle attività dopo il sequestro di parte dellarea
Centro Ippico, la difesa dei gestori «Ci boicottano, ma continuiamo»
Enrico Messina
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Il Centro Ippico durante il blitz dei vigili 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. «Non è vero che il Centro ippico è inattivo. Abbiamo riscontrato difficoltà, fra cui l'ostruzionismo dei proprietari dei cavalli, ma anche ottenuto una proroga dal Comune. Non sappiamo nulla riguardo gli episodi di getto di materiale nel fiume e aspettiamo di vedere gli atti. L'episodio è un equivoco generato da chi ha interesse a che il Centro rimanga ad uso di pochi». Sono le posizioni di Federico Della Bidia e Marco Affatigato, entrambi indagati nell'ambito dell'inchiesta che ha portato al sequestro di parte del Centro Ippico Lucchese. Della Bidia, concessionario del Centro, e Affatigato, che ha gestito fino al febbraio scorso il maneggio e la scuola di equitazione del centro, rivendicano le attività svolte. «La struttura è operativa più che mai», affermano. E ricordano i numeri dell'Associazione centro ippico lucchese (una crescita costante, secondo quanto riportato, dal 2007 al 2009, per iscritti e manifestazioni) e l'attività di avvicinamento all'equitazione svolta nelle scuole elemetari. «Anche per il 2010 - affermano - era previsto un programma di manifestazioni. I problemi sorti e l'occupazione dei terreni e dei luoghi hanno portato all'interruzione delle attività». Il riferimento è ai proprietari dei cavalli che da mesi non pagano la retta e che accusano la gestione di inattività. Una risposta c'è anche per l'assessore Moschini, secondo il quale «il centro deve avere una sua identità, ma soprattutto deve essere attivo». Della Bidia afferma di avere portato a termine i lavori che dovevano essere ultimati entro sei mesi dalla concessione e molti di quelli a scadenza triennale. Riguardo il ritardo sui lavori non completi - il termine ultimo era il primo gennaio 2010 -, i gestori spiegano di avere avuto numerosi problemi tecnici (come la sparizione dei fili elettrici che ha allungato i tempi di realizzazione dell'impianto d'illuminazione o l'impossibilità di accedere al leasing), ma soprattutto di essere incappati nell'ostruzionismo dei proprietari dei cavalli. Una situazione di stallo, insomma, in cui le parti si accusano a vicenda e che porta i legali di Affatigato e di Della Bidia, gli avvocati Umberto Grassi e Fabrizio De Sanctis, ad accogliere postivamente anche la notizia del sequestro: «Almeno così potremo provvedere a rimuovere i materiali; abbiamo già fatto richiesta al gip e preso i contatti con aziende specializzate». E precisano: «Visto che abbiamo ottenuto la proroga (fine a fine anno, ndr) e i lavori proseguono, il Centro è un cantiere aperto; non ci stupisce che ci siano materiali in giro, dato che gran parte del lavoro previsto consisteva nello smantellare, per ricostruirle a norma, strutture esistenti». Dai legali arriva una risposta anche per l'accusa di versamento di materiali inquinanti nel fiume: «Siamo all'oscuro di questi episodi. In ogni caso la posizione del Centro non è stata decisa dai nostri assisititi. In generale non pensiamo possa essere riscontrata alcuna loro responsabilità».
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