Il Tirreno

Lucca

L’area, trasformata in zona pedonale, è poco frequentata. Disturbano le auto in sosta selvaggia

San Francesco, la piazza nel caos

Sopra due immagini di piazza S. Francesco e l’antiquario Federico Gilardi
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Sopra due immagini di piazza S. Francesco e l’antiquario Federico Gilardi

I commercianti protestano: affari a picco, ci sentiamo abbandonati

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 LUCCA. I commercianti di piazza San Francesco si sentono abbandonati. Hanno chiesto all'assessore Marco Chiari un incontro per discutere della viabilità della zona. A molti non è piaciuto che l'amministrazione abbia eliminato il doppio senso di marcia nel tratto di via della Fratta che costeggia la piazza, che abbia trasformato il parcheggio (prima assegnato per metà ai residenti e metà con posti a pagamento) in zona pedonale, che abbia installato paletti per delimitarla.  E anche chi è d'accordo con l'eliminazione dei posti per le auto lamenta l'assenza di controlli per far rispettare il divieto.  Quasi unanime il giudizio (negativo) sull'arredamento della piazza e sull'assenza di strisce sull'asfalto da poco rifatto.  Tutti i commercianti sentiti chiedono a gran voce che per piazza San Francesco si preveda un progetto chiaro in grado di rilanciare la zona e riportano un dato preoccupante: dallo scorso settembre (quando sono stati effettuati i lavori) le vendite sono scese del 40-60%.  «Dà veramente fastidio l'indifferenza della giunta - dice Federico Gilardi, titolare di un negozio d'antiquariato - soprattutto adesso che comincia la stagione turistica. Al di là dei turisti, ancora più grave è che i clienti abituali, e non solo quelli di Lucca, non vengono più: non saprebbero neanche dove mettere le auto, o se le possono parcheggiare o meno davanti la piazza, vista l'assenza delle strisce. Non parliamo poi dell'arredamento della piazza: semplicemente ridicolo. Da settembre ho avuto un calo degli affari impressionante: dal 40 al 60 per cento. Buona parte di questo calo è dovuto a questo caos».  Anche l'edicolante Paolo Quintavalli incolpa i recenti cambiamenti della flessione delle vendite. La sua equazione è semplice e lineare: «Col doppio senso di circolazione si vendeva il doppio. Il parcheggio? Qui è isola pedonale solo sulla carta, in realtà è tutta una grande area di sosta abusiva: data l'assenza di controlli, ognuno fa quello che gli pare».  «Non c'è un progetto chiaro e definito. Non si ci capisce più nulla. Prima - dice Paolo Giunti, titolare di una cartoleria - avevano detto che avrebbero previsto due stalli per i portatori di handicap, due per lo scarico e il carico merci e tutti gli altri per i residenti. Ma non è stato fatto nulla di questo».  «Serve un piano - ribadisce Lio Marraccini, uno dei proprietari della pizzeria Marameo - per rilanciare la zona. A me sta benissimo che la piazza diventi isola pedonale. A chi non piace vedere le bellissime piazze della nostra città libere dalle auto? Il problema è che se si chiude uno parcheggio qui, si deve prevedere un altro spazio nelle vicinanze o qualche iniziativa temporanea, come, ad esempio, dei permessi a scadenza mensile, per dare il tempo alla gente di abituarsi. Non si può stravolgere tutto senza prevedere mosse apposite per controbilanciare l'effetto del cambiamento».  Durissima Manuela Vanelli, proprietaria di un negozio di vestiti che s'affaccia sulla piazza: «Qui ormai vige l'anarchia totale. L'aiuola e le panchine? Ridicole. Quella del mercato era una buona idea».  L'idea era far "scivolare" il mercato che si svolge mercoledì e sabato verso l'interno della città, fino ad arrivare in piazza San Francesco.  «Così - commenta Luciano Landucci della caffetteria La Piazzetta - si libererebbe Porta San Jacopo e si eviterebbe anche il tappo che regolarmente si crea nei varchi vicini. Ma soprattutto sarebbe un modo per rilanciare la zona».  «Ormai la piazza - si lamenta Janita Pagliai dal bancone del proprio alimentari - è diventata un "covo dei furbi". Avevo sentito dire di giostre per bimbi e panchine dove i più grandi potevano rilassarsi per scambiare due chiacchiere. In quelle cose lì (si riferisce alle panchine, ndr) non c'è neanche lo schienale».

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