Gioco
Patteggia l'avvocato che intascò i soldi destinati ai clienti
◗
Il tribunale (foto darchivio) 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Ha deciso di patteggiare la pena a 20 mesi di reclusione e 500 euro di multa il legale accusato di essersi intascato dall'assicurazione Asl 200mila euro - come risarcimento per la morte di un paziente - anzichè versare la somma ai familiari della vittima. A finire nei guai Francesco Nerli, 48 anni, accusato dalla procura di appropriazione indebita aggravata dal rapporto professionale e dal danno rilevante. Ieri mattina, davanti al giudice Carlo Annarumma e con il consenso del pubblico ministero onorario Fabrizio Bartelloni, l'avvocato ha chiesto e ottenuto il patteggiamento con i benefici di legge. I familiari della vittima - costituitisi parte civile nel processo penale - con il patteggiamento dell'imputato non hanno potuto usufruire della provvisionale e adesso cercheranno di tornare di parte del denaro attraverso una causa civile. Una vicenda che risale a quattro anni e mezzo fa quando una famiglia di Pescaglia si era affidata all'avvocato in questione - tra l'altro lontano parente - per ottenere un risarcimento del danno in una causa civile intentata all'Asl per la morte, avvenuta in ospedale in seguito a un incidente, di un loro congiunto. Il legale si era attivato e in tempi rapidissimi l'azienda ospedaliera aveva pagato. Prima d'iniziare l'iter però il legale aveva convinto i clienti a farsi firmare una delega per ottenere, attraverso un atto notarile, la procura speciale in modo da poter riscuotere direttamente e attraverso un bonifico la somma convenuta. La polizia giudiziaria dei carabinieri aveva accertato che il bonifico era stato accreditato sui conti correnti dell'avvocato almeno un anno prima della denuncia senza che i familiari della vittima ne sapessero nulla. Anzi, erano convinti che l'assicurazione non avesse ancora pagato. Tanto da rivolgersi direttamente all'assicurazione dell'Asl per capire quando avrebbero dovuto attendere. Proprio dall'agenzia si erano sentiti rispondere che la pratica era già stata liquidata. Ma dei 200mila euro però non è rimasto praticamente nulla in seguito a una serie di prelievi tramite assegni bancari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
