Il Tirreno

Lucca

«Non è la rissa fra giovani»

Oggetti sequestrati ai Bulldog
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Oggetti sequestrati ai Bulldog

I testimoni raccontano: «Sono arrivati con i tirapugni»

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LUCCA. Nessuna rissa tra giovani. Nessuna casualità. Ancora una volta una spedizione che appare pre-organizzata. Ancora una volta un assalto dal sapore neofascista. Ancora una volta un ferito, grave: un operaio di 38 anni che ha perso un occhio. Sono chiari e sintetici i testimoni (di cui non facciamo il nome per motivi di sicurezza) di quanto accaduto sabato scorso al Birrificio Bruton, quando alcuni noti esponenti dei Bulldog (alcuni dei quali anche con precedenti penali) sono arrivati al locale sulla via Lodovica seminando il panico con spinte, pugni ai vetri e lancio di bicchieri e bottiglie. In questo modo - proprio con il lancio degli oggetti di vetro - viene causata la perdita di un occhio a un operaio di 38 anni, che voleva solo trascorrere una serata tranquilla con la moglie.  I testimoni sono preoccupati di quello che è accaduto. Di quella che ritengono l'ennesima spedizione punitiva contro un locale «frequentato da comunisti». Così considerato perché ospita spesso gruppi musicali vicini agli ambienti della sinistra. Anche se non sono le uniche band che si esibiscono al birrificio Bruton.  «Era tutto già calcolato da tempo - spiega un ragazzo presente alla serata "Toscana Punk rock Beer Fest" -. Sono arrivati in tre, in quattro. Uno di questi aveva un tirapugni in bellavista. Si sono avvicinati al banchetto delle offerte, posizionato all'ingresso del locale, con aria provocatoria. Immediatamente è stato chiesto loro di allontanarsi, dalla sicurezza, dai presenti e dal proprietario stesso del locale. Volevano attaccare briga. Alcuni hanno chiuso il birrificio per evitare che entrassero, mentre altri continuavano ad invitarli ad andarsene». In quel momento - prosegue il racconto - i Bulldog «hanno iniziato a tirare pugni sui vetri del locale, a spintonare le persone che erano rimaste fuori e a lanciare bicchieri e bottiglie in mezzo alla gente. Così a caso. Era una serata tranquilla, di divertimento. Come ce ne sono tante al Bruton. Non è pensabile che uno non possa passare un sabato sera in assoluta serenità, perché c'è il rischio di trovarsi in un casino del genere. Intanto i tre fascisti hanno rovinato la vita, per sempre, a quel ragazzo colpito». Non si tratta di un caso isolato. Né al Bruton né altrove. «Già una settimana fa - continuano i presenti - sempre esponenti dei Bulldog sono venuti al Bruton, verso le 2, a chiusura. Hanno chiesto da bere: sono stati accontentati con l'invito ad andarsene, visto che il locale stava chiudendo. Una volta fuori hanno iniziato a spaccare i bicchieri nel parcheggio. E prima di andare via hanno lanciato quelle che sembravano due bombe carta (per il proprietario sono petardi, ndr): una davanti all'ingresso del locale, l'altra nel parcheggio. Ecco perché non sono stati fatti entrare sabato scorso. Fuori o dentro sarebbe successa esattamente la stessa cosa: l'intento era chiaro. Creare tensione. Provocare. Aggredire. Sono venuti apposta». Così almeno la vedono i clienti presenti alla serata. Le motivazioni dell'aggressione verranno chiarite con le indagini. Anche se un doppio attacco in una settimana non può essere considerato casuale.

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