Il Tirreno

Lucca

Due attacchi in 7 giorni e ora cresce l'allarme «Servono bodyguard»

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 LUCCA. «È capitato al nostro locale, ma poteva accadere ovunque. Questo clima di terrore, tra alti e bassi, va avanti da troppo tempo. Chiediamo garanzie alle istituzioni, alla magistratura, alle forze dell'ordine. Ci sentiamo soli e in balia di gruppi violenti». È sconvolto e amareggiato Iacopo Lenci, 26 anni, da quattro gestore della birreria «Bruton» sulla via Lodovica a San Cassiano di Moriano, punto di riferimento per tanti giovani della Lucchesia e di altre province limitrofe. Ci tiene a rimarcare che il suo pub non ha etichette politiche: è aperto a tutti.  Si suona musica di tutti i generi: dal rockabilly al jazz, dal genere d'avanguardia a quello d'autore e di protesta. «Non siamo il riferimento dei centri sociali o dell'estrema sinistra. - sostiene il gestore del Bruton - e da noi vengono ragazzi dell'Asa come giovani moderati o gente che non s'interessa di politica. Tutti con un unico scopo: bere un'ottima birra e ascoltare buona musica. Noi accogliamo tutti: tranne i violenti e i prepotenti».  Lenci è stato tra i primi a recarsi in ospedale per visitare Sasha Lazzareschi, l'operaio ferito nel locale e rimasto senza un occhio: «Sono senza parole di fronte a quanto gli è capitato. Non è un nostro cliente abituale. Sua moglie mi ha detto che saranno venuti sì e no due-tre volte. Mi vengono i brividi se ripenso a quei momenti. Uno entra in un locale per farsi una bevuta e torna a casa senza un occhio. È pazzesco. Ti senti solo e impotente di fronte a episodi come quello che ci è capitato».  Lenci probabilmente si rivolgerà a un legale per costituirsi parte civile nel momento in cui si arriverà a un processo. Sicuramente assumerà un paio di bodyguard: «Sono costretto a farlo. Non siamo adeguatamente protetti e allora ho bisogno di buttafuori che svolgano opera di prefiltraggio all'ingresso e all'occorrenza allertino le forze dell'ordine».  L'AVVERTIMENTO  Eppure, come sostiene lo stesso gestore della birreria, nella notte tra l'8 e il 9 maggio, c'era stato un episodio che avrebbe dovuto far scattare un campanello d'allarme e mettere in guardia polizia e carabinieri. «Verso le 2 si erano fermate nel piazzale un paio di auto. Erano scesi alcuni giovani che avevamo subito riconosciuto come esponenti dei Bulldog, finiti sotto processo per episodi di violenza allo stadio e in città. Stavamo chiudendo e li abbiamo invitati a non entrare. Per tutta risposta hanno lanciato due grossi petardi, forse due molotov, uno verso la porta d'ingresso, l'altro nel piazzale. Fortunatamente non hanno colpito nessuno. Poi, prima di andarsene, hanno completato l'opera spaccando delle bottiglie di vetro nel parcheggio e proferendo frasi minacciose». Una su tutte: «zecche di me..., vi faremo vedere noi». Un episodio che, stando al titolare del pub, è stato denunciato a una pattuglia dei carabinieri.  L'ASSALTO  Era l'una e trenta di notte di sabato 15 quando i Bulldog sono tornati: «Stavolta erano quattro - continua Iacopo Lenci - quelli che si sono presentati all'ingresso del locale. Ci tengo a precisare che non c'è stata alcuna rissa. Perché la violenza si è scatenata da una sola parte. È stato un agguato premeditato. Perché loro hanno tirato fuori coltelli e tirapugni e qualcuno per difendersi ha usato tavoli come scudo. Provocazioni da parte di qualche avventore? Assolutamente no. Serata a tema dedicata a gruppi di estrema sinistra? C'erano tre musicisti che suonavano dell'ottimo rockabilly. A far scattare la violenza è stato un pretesto: la volontà di colpirci per quanto era avvenuto la settimana precedente». Visto che i Bulldog non riuscivano ad entrare nel locale è iniziata la pioggia di vetro: «L'assalto è durato 2-3 minuti. Da 10-15 metri - conclude Lenci - hanno iniziato a lanciare bottiglie e bicchieri. Dove li hanno trovati? Non lo so. E so che è oggetto d'indagine. Purtroppo uno di questi bicchieri ha colpito in piena faccia il nostro cliente che ci ha rimesso un occhio. Li abbiamo visti fuggire in auto. Forse con loro c'erano anche altri che però non sono entrati in azione». ALTRO SERVIZIO A PAG. 11

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