Il Tirreno

Lucca

Un’altra voragine, stavolta in località Tommasini: ci è finito dentro un trattore

Paganico, il terreno cede

Arianna Bottari
La voragine che si è aperta a Paganico
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La voragine che si è aperta a Paganico

L'ex consigliere Picchi: «Situazione molto grave»

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PAGANICO. Torna di attualità il problema delle voragini che si aprono all'improvviso nel terreno. Una buca è comparsa all'improvviso in località Tommasini ed a finirci dentro è stato un trattore. Era da tempo che non si registravano nuovi episodi, ma le piogge abbondanti delle ultime settimane devono aver causato nuovi dissesti nel sottosuolo. Una voragine profonda un metro e 40 centimetri che si estende in orizzontale verso una casa e una stalla. Per fortuna nessuno si è fatto male.  A parlare per gli abitanti è Liano Picchi, ex consigliere comunale. «L'apertura di queste nuove buche apre scenari nuovi e ancor meno tranquillizzanti. Il fenomeno non si circoscrive più alle zone di scorrimento delle acque di superficie, ma si estende ad altre zone lontane da fossati e non è più imputabile al trascinamento delle particelle per effetto delle acque. Ancor più insidioso, dunque, perché imprevedibile e contro cui non può essere preso alcun provvedimento di prevenzione da parte dei cittadini. Poggiano su basi irrazionali le speranze di chi prevedeva una mitigazione dei fenomeni con l'aumento delle piogge. La siccità estiva contribuisce ad aggravare il problema, la cui prima causa resta comunque l'eccesso di prelievo dalla falda, ma le abbondanti piogge anziché mitigare, aggravano il pericolo del formarsi di queste cavità sotterranee. Tocca agli enti prendere provvedimenti, ma questi in buona parte litigano o latitano addossandosi reciprocamente responsabilità e sottraendosi a quelli che la legge e gli accordi di programma sottoscritti imporrebbe loro».  Tra i responsabili Picchi individua la Regione (che dividendo in due Ato diversi la stessa falda acquifera ha reso per anni antagonisti Lucca e gli altri comuni della Piana). Ma anche la società Acque Spa, che continua a prelevare nonostante degli accordi presi. «Che ne è stato dei lavori garantiti e mai realizzati come il collegamento degli acquedotti di Paganico con i pozzi di S. Pietro a Vico, o del limite di 2 metri e 80 centimetri di abbassamento massimo della falda? - commenta Picchi -. L'autorità di bacino del Serchio aveva assicurato di monitorare il campo pozzi di Paganico salvo poi ammettere che le misurazioni erano state sospese per mancanza di fondi. La stessa commissione subsidenza promossa dal Comune che aveva almeno tentato di mettere insieme i vari enti interessati, oltre a contribuire al parziale risarcimento dei danni subiti dai cittadini, non è stata più riunita dopo le ultime elezioni. Ci dicono per divergenze di vedute tra maggioranza e opposizione in merito ai membri che l'avrebbero dovuta comporre. E intanto le carte geologiche ci dicono che questa è una zona sismica e ci vengono i brividi ad immaginare cosa potrebbe succedere con la presenza di centinaia di voragini nel sottosuolo in caso di una minima scossa».

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