Il Tirreno

Lucca

La chirurgia ora ha 41 posti letto

Un intervento chirurgico all’ospedale Campo di Marte
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Un intervento chirurgico all’ospedale Campo di Marte

Altri 14 sono disponibili per le degenze di day e week surgery

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 LUCCA. Quarantuno posti letti funzionanti 7 giorni si 7, 14 posti di week surgery e day surgery, 16 posti di week surgery in medicina e traumatologia dello sport. Sono le cifre che danno il senso dell'operazione varata dalla direzione aziendale dell'Asl 2 nel dipartimento chirurgico del Campo di Marte, che di fatto rende attuale l'assistenza per intensità di cura. Un cambiamento sulla strada dell'ospedale per acuti che va avanti secondo le indicazioni della Regione Toscana.  Le degenze ordinarie trovano collocazione insieme a quelle della chirurgia generale (lato est) per un totale di posti letto. Le degenze week surgery e day surgery (14 posti) sono collocate nel lato ovest e saranno utilizzabili da tutte le unità operative chirurgiche con idonea programmazione.  Sul lato ovest del 3º piano si procede inoltre ad ulteriore step di riorganizzazione con unificazione del punto infermieri.  Contemporaneamente al trasferimento dell'urologia, al 4º piano (padiglione A) verranno attivati 16 posti letto di week surgery presso il dipartimento della Medicina e Traumatologia dello Sport, con chiusura il sabato.  Su questa nuova organizzazione interviene la Uil Fpl che ha chiesto una serie di verifiche lungo il percorso a breve, medio e lungo termine che dovranno riguardare tutte le unità operative coinvolte.  «La prima verifica che dovremo fare - dice il sindacato - sarà quella riguardo le dotazioni organiche del personale infermieristico e oss, vale a dire verificare se rispecchiano le effettive necessità oppure se è necessario potenziare gli organici».  In modo particolare - spiega la Uil quello della chirurgia-urologia che con i suoi 41 posti letto, richiede un notevole carico di lavoro da parte del personale, in considerazione della tipologia di interventi che vengono svolti.  Nello stesso tempo - secondo il sindacato - in questi nuovi reparti si dovranno adottare nuove regole di programmazione delle attività adattandole alle nuove esigenze.  «Quello che secondo noi va fatto da subito - aggiunge la Uil - per tutto il personale infermieristico e medico è un percorso di formazione alla gestione delle nuove attività, al fine di limitare al minimo gli eventuali disagi.  «Quello della Chirurgia-Urologia è sicuramente il settore più in sofferenza in questo cambiamento ed è quello in cui il personale è più esposto ad un maggior carico di lavoro. La nostra richiesta di monitorare costantemente l'andamento va nel senso di una maggiore tutela del personale di fronte a disagi, disguidi e le conseguenti responsabilità professionali che ne possono derivare, il tutto nell'ottica di un maggiore livello di sicurezza e della qualità dell'assistenza».  La Uil continua le sue valutazioni e afferma:  «Il nostro parere su questa nuova concezione di ospedale è di apertura, ma, attenzione, affinché l'approccio non sia quello di fare le aree di intensità di cura, per "risparmiare" personale infermieristico. Su questo punto sia la Regione che la Asl non ci troveranno d'accordo. Per questi motivi come sindacato vigileremo attentamente».

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