Il Tirreno

Lucca

Semine rovinate dalla pioggia

Enrico Messina
Coltivatori alle prese con le semine sotto la pioggia
◗
Coltivatori alle prese con le semine sotto la pioggia

Danni e aumento dei costi per gli agricoltori: «Assicuriamoci»

2 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Danni ingenti e difficoltà di ogni genere per gli agricoltori alle prese con una primavera caratterizzata da piogge incessanti e temperature al di sotto delle medie stagionali. Il maltempo crea problemi al sistema produttivo, con un ritardo della semina che avrà importanti ripercussioni sulla resa del raccolto e sul costo di produzione.  Senza contare i danni al territorio, alle infrastrutture - ad esempio le strade che portano ai poderi - e alle stesse sementi. Problemi che gravano su una situazione già difficile per i produttori. Alberto Focacci, presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltura), lancia due appelli: alle isitituzioni, affinchè incentivino il sistema di manutenzione delle infrastrutture affidato ai produttori; agli agricoltori, perché assicurino il raccolto contro il maltempo. «Siamo seriamente proccupati - dice Focacci -. La pioggia ci costringe a posticipare la semina e il ritardo pregiudica i raccolti. Tutto il lavoro di preparazione, come la lavorazione del terreno e la concimazione inoltre è andato quasi del tutto perduto e andrà rifatto, con la diretta conseguenza di un aumento sensibile dei costi di produzione».  La pioggia non incide solamente sulla tempistica delle fasi di produzione, ma anche sul prodotto. «In presenza di terreno bagnato - continua Focacci - le sementi possono essere soggette a patologie ed è probabile una resa drasticamente inferiore del raccolto». E non è solo un problema di quantità, ma anche di qualità, dato che «per mantenere gli stessi standard qualitativi occorre raddoppiare gli sforzi».  Con la fine della pioggia, probabilmente, le cose non miglioreranno poi di molto. Sono preventivabili ulteriori danni, questa volta direttamente alle piante. «Di solito - aggiunge Focacci - dopo la pioggia "fuori stagione" arriva il caldo torrido con sbalzi di temperatura che non fanno di certo bene alle piantine».  Nella lista dei guai che il maltempo provoca agli agricoltori occorre inserire anche i danni alle infrastrutture, quasi mai riparate in tempi rapidi. Un problema non secondario, che ha importanti conseguenze sul bilancio delle aziende. Secondo Focacci «occorre investire di più sulla prevenzione per spendere meno sulla riparazione e bisogna incentivare il sistema di intervento diretto da parte degli agricoltori, con pagamento posticipato dell'ente competente».  Il presidente della Cia chiede poi ai produttori che stipulino assicurazioni contro il maltempo: «È l'unico strumento che ci è rimasto».  Tra la diminuizione della resa, l'aumento dei trattamenti sui terreni, il ritardo della produzione e i danni alle infrastrutture il maltempo ha già determinato nell'anno, secondo Focacci, un aumento del 15% dei costi di produzione. Aumenti che non si "scaricano" sul mercato, a causa della debolezza strutturale degli agricoltori all'interno di una filiera produttiva «troppo lunga, costosa e poco efficiente».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa