Il dolore
Per il Centro ippico si valuta la revoca della concessione
Ilaria Bonuccelli
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LUCCA. La questione è in mano al direttore generale del Comune. E non è escluso che Palazzo Orsetti decida di revocare a Federico Della Bidia la concessione del centro ippico lucchese, messo (in parte) sotto sequestro dalla Procura perché trasformato in una discarica abusiva. L'imprenditore, che gestisce l'impianto lungo il Serchio, all'interno del parco fluviale, non ha mai realizzato i lavori (per quasi 250mila euro) previsti nel contratto di concessione del 2006. L'intervento doveva essere effettuato entro 6 mesi dalla stipula del contratto, ma su questa scadenza il Comune anche quest'anno gli ha concesso una proroga - l'ennesima - fino a fine dicembre. Solo che ora potrebbe cambiare idea e decidere di rescindere il contratto. A far precipitare la situazione, nel giro di pochi giorni è stata proprio la decisione della Procura di mettere sotto sequestro parte del Centro perché trasformato in discarica abusiva di lastre di fibro-cemento, materiali inerti, escrementi. È vero che il concessionario - come annunciato tramite legale - ha intenzione già lunedì di chiedere alla Procura di poter accedere all'area per smaltire i rifiuti abbandonati, ma questo potrebbe non bastare all'amministrazione. Per la bonifica dell'area il Comune darà dieci giorni a Della Bidia e nel frattempo valuterà cosa fare del Centro, gestito, di fatto, fino al 28 febbraio di quest'anno da Marco Affatigato, fatto di cui l'amministrazione comunale sostiene di essere all'oscuro. Eppure proprio al Centro lo stesso Affatigato ha affisso un cartello, un avviso a clienti e fornitori per informare che «dal 28 febbraio a mezzanotte la ditta Affatigato Marco cesserà il rapporto contrattuale di sub-affitto di ramo d'azienda con la ditta Della Bidia Federico. Alla stessa data tutti i contratti con i clienti e i fornitori cesseranno. La ditta dal 1º marzo verrà messa in liquidazione con motivazione economica e, pertanto, le fatture inevase alla data del 28 febbraio saranno portate in contabilità come somme da recuperare (recupero credito giudiziario) e somme da liquidare». In sostanza, la gestione del centro ippico è stata problematica. Ma non solo negli ultimi mesi. Secondo quanto dicono gli istruttori di equitazione, è almeno da novembre che non vengono svolte lezioni perché non è mai stato realizzato il campo coperto (come previsto da contratto) e perché non sarebbero stati neppure effettuati i lavori per evitare che il campo si allagasse. In effetti, dei lavori deliberati dal Comune a giugno del 2005 (citati nel contratto di concessione del 2006), non c'è quasi traccia al centro ippico. In base al progetto presentato dallo stesso Della Bidia in sede di gara per aggiudicarsi l'impianto oltre 100mila euro avrebbero dovuto essere spesi per rifare scuderie e vari fabbricati, altri 60mila euro dovevano essere spesi per la sistemazione esterna. In più, l'imprenditore avrebbe dovuto effettuare interventi per 54mila euro (da scalare dal canone di concessione) per rimediare alle condizioni di degrado e ai danni subiti dal centro dopo l'uscita di scena del precedente gestore. Invece, nulla è cambiato. A 4 anni dall'affidamento il ristorante è chiuso, l'attività ridotta ai minimi termini. E ora tocca al Comune farsi sentire.
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