Il Tirreno

Lucca

Le ville aperte una volta al mese

Paola Taddeucci
Alessandra Giussani
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Alessandra Giussani

Proposta di Alessandra Giussani, proprietaria della dimora Lazzareschi

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 LUCCA. Tutte le ville aperte una volta al mese. E' l'idea lanciata da Alessandra Giussani - proprietaria, con il marito Guglielmo Lazzareschi, di Villa Lazzareschi a Camigliano - per far conoscere e valorizzare l'enorme patrimonio delle dimore storiche. Un tema sempre attuale e sul quale in questi giorni è intervenuta anche Vittoria Colonna di Stigliano, presidente dell'Associazione Ville e Palazzi lucchesi e proprietaria di villa Torrigiani.  La proposta di Giussani riguarda le ville, come la sua, inserite nel circuito dei matrimoni del comune di Capannori (dove cioè è possibile sposarsi con il rito civile, invece che nella sede del municipio, e dove si può tenere pure il ricevimento). L'imprenditrice - che gestisce anche uno stabilimento balneare a Marina di Pietrasanta e nella stessa tenuta di Camigliano affitta dieci case e appartamenti di vacanza - ha in mente qualcosa del tipo "cantine e frantoi aperti" che già da diversi anni viene attuato con successo dai produttori locali di vino e olio.  «Perché non portare quel modello anche nelle ville? - si chiede -. Inizialmente potremmo cominciare con le dimore che aderiscono al circuito dei matrimoni, organizzando, se l'apertura mensile risultasse troppo complicata, giornate dimostrative da realizzare a turno nella propria villa e dedicate al matrimonio. A mio giudizio sarebbe un successo. E niente vieta che poi l'iniziativa sia allargata anche alle altre ville».  L'idea le è maturata dopo il pienone registrato nei weekend della Mostra delle camelie, alcune settimane fa. In quell'occasione per la prima volta ha aperto la villa ad un pubblico più vasto di quello abituale dei matrimoni o delle cene di gala e meeting. E non se ne è pentita. Anzi. «Sono state giornate che ci hanno caricato - racconta - perché abbiamo avuto tantissime visite e tutti si sono complimentati per l'allestimento che avevamo realizzato. Sa quanti ci hanno detto che non conoscevano la villa né sapevano che qui ci si può sposare e tenere il ricevimento nuziale oppure organizzare convegni e feste?».  Un'esperienza positiva che l'ha convinta, ancora più di prima, della necessità di eventi e manifestazioni.  «Più ce ne sono, meglio è - conclude Giussani -, ma non devono essere scadenti. Bisogna lavorare bene, dare sempre qualità. Sia noi che offriamo i servizi, sia chi organizza le manifestazioni. Abbiamo un patrimonio meraviglioso, va fatto vedere, muovere, girare. Si può lavorare in sinergia con gli enti pubblici, la recente mostra delle Camelie lo ha dimostrato. Ma bisogna offrire qualcosa tutto l'anno - degustazioni, concerti, mostre -, i turisti lo chiedono».

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