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Lucca

Il Comune dimezza il canone d'affitto per i Bagni Bernabò

A Bagni di Lucca si punta sul rilancio del termalismo
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A Bagni di Lucca si punta sul rilancio del termalismo

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 BAGNI DI LUCCA. Bagni Bernabò, il Comune ci riprova. Dopo il fallimento della gara per l'affidamento della gestione, andata deserta, l'amministrazione comunale riduce della metà il canone annuo d'affitto, portandolo da 18.000 a 9.600 euro. Il bando relativo deve essere ancora approvato in via ufficiale, ma la sua adozione è certa e la sua pubblicazione è questione di giorni, completa dei termini di scadenza che ad oggi non sono stati definiti.  Non è chiaro invece se nel nuovo bando verrà mantenuta la richiesta di un canone anche per l'uso dell'acqua termale della sorgente Bernabò, che si trova immediatamente a monte dell'immobile, restaurato cinque anni fa e da allora chiuso. Per l'utilizzo dell'acqua, però, nel primo bando il Comune non aveva specificato alcun importo, rimandandone la definizione a un accordo successivo. Se tale richiesta resterà valida, chi si aggiudicherà la gestione dovrà pagare ben più di 9600 euro l'anno, ai quali, peraltro, va aggiunta anche l'Iva.  La riduzione del canone di affitto è stata una scelta quasi obbligata per il Comune, visto che alla prima gara d'appalto non si è presentato nessuno. Per il nuovo bando, invece, sembra che qualche interesse si stia muovendo. Un gruppo di imprenditori locali, infatti, sarebbe intenzionato a costituirsi in consorzio per gestire l'immobile: si tratterebbe di operatori alberghieri che vorrebbero utilizzare i Bagni Bernabò - il cui uso è vincolato ad attività legate alle terme e quindi cure estetiche, massaggi e centro benessere - per allargare le loro proposte turistiche.  Per Antonio Bianchi, consigliere comunale di opposizione (è capogruppo Udc), la richiesta d'affitto è ancora troppo alta, soprattutto se aggiunta a un canone per l'acqua termale. E, pur giudicando positiva questa riduzione, lancia agli amministratori una proposta, se anche questo secondo tentativo andasse male: un affitto simbolico di 1 euro per i primi due anni, a condizione che i gestori assumano personale locale.  «Nessuno si è fatto avanti alla prima gara - dice Bianchi - perché è stata richiesta una cifra troppo alta, tanto che è stata dimezzata. Sono spese insostenibili per chi, ad esempio, voglia cominciare un'attività. Vorrei ricordare agli amministratori che gli imprenditori, soprattutto se giovani, non sono limoni da spremere, ma persone da aiutare, almeno nel lancio di un'impresa. E sono anche una risorsa, per l'ente pubblico.  «Per questo non vedrei male che il Comune, se vuole evitare che lo stabilimento dei Bagni Bernabò rimanga ancora chiuso e vada totalmente in malora, proponesse ai gestori un affitto simbolico di 1 euro per due anni, il tempo necessario per ingranare con l'attività, a condizione, però, che sia assunto personale del luogo. Sarebbe davvero un bel segnale».

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