Sicurezza
Suolo pubblico, occupazione solo per i pubblici esercizi
◗
Un locale in città con tavole e sedie esterni (foto darchivio) 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Solo i pubblici esercizi devono avere tavoli e sedie all'esterno. In sede di discussione del regolamento sull'arredo urbano è questa la richiesta avanzata dalle categorie economiche al Comune. In sostanza - spiega Emanuele Pasquini - solo le attività autorizzate alla somministrazione di alimenti e bevande devono avere in concessione il suolo pubblico. E i negozi di alimentari non devono camuffarsi da ristoranti, come invece è accaduto già più volte. Lo scopo di questa richiesta, avanzata all'assessore al centro storico, Marco Chiari, è di mettere ordine nelle concessioni di suolo pubblico, di evitare il proliferare di tavoli e sedie all'aperto e anche di impedire che i negozi di vicinato (del settore alimentare, ovviamente) possano fare concorrenza sleale ai pubblici esercizi. L'amministrazione comunale non dovrebbe aver difficoltà ad accogliere la richiesta delle categorie visto che l'anno scorso sono state notificate 51 sanzioni per occupazione abusiva di suolo pubblico, che solo un mese fa queste multe sono state 11 e visto che proprio ad aprile un negozio di alimentari (in via S. Paolino) ha avuto una sanzione da 5mila euro (oltre alla segnalazione alla Guardia di Finanza) per concorrenza sleale. L'infrazione contestata al titolare del negozio è che serviva pasti ai tavoli evidenziando un «fenomeno - osserva Elio Cappellini, assessore alla polizia municipale - che non è circoscritto solo al centro storico e che è stato rilevato anche nelle periferie. Ci siamo accorti che alcune attività che aprono con la licenza di negozi di vicinato, poi mettono su un vero e servizio di ristorazione, senza avere la licenza di pubblico esercizio. In realtà, i negozi possono anche avere piani di appoggio dove il cliente può consumare il panino o il piatto di gastronomia caldo, ma gli esercenti non possono servire i clienti al tavolo. Insomma, non possono né apparecchiare né servire chi si siede». Per un negozio di alimentari - precisa Confesercenti - non è vietato preparare piatti caldi, «ma non possono servire ai tavoli. Per dirla con un linguaggio tecnico - precisa il direttore Pasquini - la somministrazione di alimenti deve essere "non assistita"». Problema analogo si presenta per le attività artigianali, come pizzerie e gelaterie che possono vendere il trancio di pizza o il cono gelato ma non possono far accomodare i clienti ai tavoli. «Puntare a far sì che l'occupazione del suolo pubblico venga autorizzata solo ai pubblici esercizi - conclude Pasquini - facilita la soluzione del problema. Di conseguenza, se questa norma venisse introdotta con chiarezza nel nuovo regolamento sull'arredo urbano, eviteremmo anche la proliferazione di richieste di occupazione con tavoli e sedie degli spazi davanti alle attività. E il centro storico sarebbe più ordinato». Senza contare che diminuirebbero anche le sanzioni per concorrenza sleale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
