Sicurezza
Società unica per il Polo Fiere
I.B.
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Sopra Favilla con Cipollini e a fianco il Polo fiere a Sorbano Mutuo per sostenere l'avvio «ma il Comune non ripianerà eventuali perdite»
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LUCCA. Una società unica per la gestione del Polo fiere. Sotto l'alta vigilanza di Lucca holding, la spa attraverso la quale il Comune controlla tutte le partecipazioni. Ma anche se le società di Sorbano restassero due - Polo Tecnologie proprietaria dell'immobile del centro congressi e Polo Fiere e congressi, per la gestione degli eventi - il Comune non ha intenzione di sostenerle economicamente. Né in modo diretto, né in modo indiretto (tramite la holding). E anche per lanciare l'attività congressuale si parla di ricorrere a un mutuo, anche se l'importo non è precisato. Questo, però, non significa che il Comune rinunci a investire sul Polo fiere. Anzi. L'obiettivo è farlo diventare - annuncia il sindaco, Mauro Favilla - un centro di importanza comprensoriale, collegato (e non solo in senso viario) alla zona industriale della Piana, oltre che alla città e all'autostrada. LA SOCIETÀ UNIFICATA Per arrivare a una società unica del Polo fiere ci sarà bisogno dell'assenso dei soci privati, che detengono poco meno del 40% di Lucca Fiere e Tecnologie. Per questo il Comune - con l'approvazione del bilancio di previsione - ha dato mandato alla «Holding di valutare attentamente tale eventualità e di operare in tale direzione se vi sarà una prevalente condivisione nella compagine sociale, previa informazione e formalizzazione di parere della commissione consiliare per le aziende partecipate». L'ipotesi di unificare le due società del Polo fiere - ribadisce il Comune - è stata presa in considerazione «per dare maggiore solidità e funzionalità al complesso di attività economiche da svolgere». In sostanza - osserva Favilla - il personale di Polo fiere e congressi dovrebbe svolgere anche le mansioni di Polo Tecnologie spa che, non avendo dipendenti propri, fino ad oggi si è affidata all'esterno. «Questo non significa necessariamente che ci sarà una riduzione dei costi - ammette Favilla - ma che guadagneremo in efficienza». DISAVANZI Il Comune non metterà fuori un euro in caso di disavanzo della società dei congressi. «La società andrà avanti con le proprie forze - garantisce Favilla - e in caso di perdite o le recupererà con mezzi proprio o diminuirà il capitale sociale. Il disavanzo, insomma, non verrà ripianato da Lucca Holding». FINANZIAMENTI In questa fase di avvio, osserva il Comune nella relazione allegata al bilancio di previsione, è «naturale che Polo Fiere e congressi abbia bisogno di un sensibile investimento». Che non sarà a carico della pubblica amministrazione ma di Polo Fiere e Tecnologia che detiene quasi il 63% della proprietà. «A questo scopo - si legge nella relazione al bilancio - è stata proposta l'accensione di un mutuo che dovrebbe servire anche al finanziamento delle opere da realizzarsi da parte della società immobiliare (Polo Tecnologie, ndr). Alla contrazione del mutuo si contrapporrà così un accrescimento del suo patrimonio fisso». GLI INVESTIMENTI La priorità è creare «un'area attrezzata di parcheggi, viabilità di servizio e ponti sul canale della Formica, il cui costo di oltre 14 milioni non richiederà alcun esborso al Comune in quanto sarà integralmente finanziato dalla realizzazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energie elettrica (proprio nel posteggio del Polo fiere)». L'incarico, a fine marzo, è stato affidato a un'Associazione temporanea di imprese fra Gesam (società del gas partecipata dal Comune), Cipriano costruzioni e Volteo Energia. LE PROSPETTIVE Questo intervento non sarà l'unico per rilanciare il Polo fiere. Intanto la ex Bertolli può contare - ricorda il sindaco - su una stretta collaborazione «con il polo tecnologico realizzato proprio a fianco dalla Camera di Commercio (con un investimento di 13 milioni di euro, ndr)». In base al master plan elaborato dalle società di Sorbano - precisa Favilla - il Polo fiere «dovrebbe diventare una struttura comprensoriale con un collegamento rapido alla città lungo via della Formica, ma anche con un collegamento con Guamo (verso sud) e poi con il resto della Piana, fino a Capannori, Porcari e Altopascio. Uno sviluppo in questo senso, con un rapporto costante con la zona industriale della Piana, però, dovrà avere il parere favorevole di Capannori, degli altri enti e della Provincia, per inserire lo sviluppo del complesso nel Piano territoriale di coordinamento». E anche questa operazione (complessa), che interessa l'area a sud dell'autostrada, dovrebbe costare poco o niente al Comune «perché potremmo accedere - conclude Favilla - ai fondi nazionali e regionali previsti da una recente legge sulla rivalorizzazione delle aree produttive dismesse».
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