Finanza
Alce, nuova protesta in piazza
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La protesta in piazza Napoleone (Vip) Presidio dei comitati durante la conferenza dei servizi
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LUCCA. Un gruppetto di rappresentanti dei comitati ambiente di Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano che osteggiano la costruzione dell'impianto a biomasse all'Alce di Fornoli, ieri pomeriggio sono scesi nuovamente in piazza per riaffermare le loro ragioni, in un sit-in di protesta davanti a Palazzo Ducale mentre era in corso la conferenza dei servizi sul caso Alce. Conferenza che è stata prettamente tecnica e che si è conclusa con un aggiornamento a mercoledì 26 per ulteriori verifiche e valutazioni. «La Valle del bello e del buono - affermano i rappresentanti dei comitati - va in fumo. Con la complicità di alcuni politici locali e regionali e dei sindacati, un'azienda privata vuole speculare sulla nostra valle in dispregio dell'ambiente e del diritto alla salute dei suoi cittadini. L'Alce ha creato volutamente un clima di preoccupazione per i posti di lavoro: ora basta. I posti di lavoro sono solo un pretesto per imporre alla popolazione un impianto altamente inquinante e assolutamente insostenibile per la nostra Valle. «All'Alce - continuano i comitati - milioni di euro di guadagno con i certificati verdi, ai cittadini tonnellate di polveri e di inquinanti, case e terreni che non valgono più nulla, attività turistiche allo sbando». Inoltre, i comitati avvertono che «in caso di rilascio dell'autorizzazione richiesta sulla base di mere valutazioni politiche ed in assenza dei prescritti presupposti tecnici e normativi, agiranno in via giudiziaria in difesa dei propri diritti e a tutela dell'ambiente e per evidenziare in ogni sede ritenuta opportuna ogni vizio o abuso che risultasse essere stato commesso e le relative responsabilità». Nella zona di Fornoli e Borgo a Mozzano la qualità dell'aria - affermano - è già compromessa. «I due comuni per le polveri Pm10 rientrano in classe b (livelli prossimi ai valori limite-rischio di superamento). Con l'impianto a biomasse l'Alce emetterà tonnellate di polveri e nano polveri, ossidi di azoto, sostanze altamente cancerogene come le diossine e gli Ipa che causano malattie cardo-polmonari, tumori polmonari, diminuzione dell'aspettativa di vita». «L'azienda - secondo i comitati - persegue la massimazione dei profitti: dopo aver mandato a casa tutti i 109 lavoratori, ha presentato il suo progetto promettendo 45 riassunzioni se otterrà l'autorizzazione per l'inceneritore a biomasse. Questo si chiama ricatto occupazionale. «Molti politici provinciali e regionali e il sindaco di Bagni di Lucca si sono immediatamente prestati a fare da sponda alle richieste dell'azienda».
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