Il Tirreno

Lucca

«Ho chiarito tutto, torno al lavoro»

Luca Tronchetti
La imprenditrice Jolanda Zambon: «Ho chiarito tutto, torno al lavoro»
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La imprenditrice Jolanda Zambon: «Ho chiarito tutto, torno al lavoro»

Serena l'imprenditrice Zambon sotto accusa per una presunta estorsione

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 LUCCA. È serena Jolanda Zambon. Tanto che stamani riprenderà la sua vita di sempre tornando a lavoro nella sua azienda convinta che la memoria difensiva depositata dal suo legale abbia fugato ogni dubbio.  Nella dettagliata documentazione - accompagnata da un'accurata memoria difensiva redatta dall'avvocato Carlo Di Bugno - si spiegano certi passaggi finora sconosciuti anche agli investigatori calabresi. Con l'imprenditrice che alla fine diventa vittima delle circostanze. «Sono sicuro - conferma il legale che nel tardo pomeriggio di ieri si è recato nell'abitazione di via delle Ville per parlare con la sua assistita - che i magistrati una volta letta la memoria difensiva e dato un'occhiata all'esposto circostanziato che abbiamo presentato vedranno la vicenda sotto un'altra prospettiva. La mia assistita è completamente estranea alle accuse che le sono state rivolte. E d'altronde non poteva essere altrimenti in considerazione delle somme davvero risibili oggetto della presunta estorsione e della figura dell'imprenditrice. Credo che questa storia sia destinata a sgonfiarsi e a diventare un boomerang per chi l'ha confezionata tirando in ballo persone estranee».  Intanto in Calabria - mentre gli atti sono stati trasmessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro alla procura di Cosenza - ieri mattina si è costituito Michele Di Puppo, 46 anni, presunto boss della'ndrangheta cosentina. Si trovava fuori Regione quando è stato emesso il provvedimento di fermo nei suoi confronti dalla Dda di Catanzaro nell'ambito dell'operazione su un'estorsione ai danni di un imprenditore di Amantea, Salvatore De Seta. Di Puppo si è consegnato spontaneamente ad una pattuglia della polizia stradale a Frascineto.  Nell'operazione in cui è coinvolto Di Puppo, che ieri aveva portato al fermo di sei presunti affiliati alla n'drangheta, è indagata con l'accusa di concorso in estorsione aggravata anche l'imprenditrice Jolanda Zambon, 48 anni, esponente del direttivo dell'Assoindustria.  Stamani i magistrati invieranno gli interrogatori di garanzia nei confronti del pregiudicato Mario Piromallo, del commerciante Francesco Suriano, dell'imprenditore del settore rifiuti Marcello Marrelli, dell'allenatore di calcio Franco Germano e degli incensurati Raffaele Speranza e Raffaele Zingone.  Cercheranno di chiarire meglio ruoli, fatti e circostanze facendo riferimento anche al contenuto delle intercettazioni telefoniche intercorse da gennaio ad oggi tra i protagonisti attorno ai quali ruota l'intera vicenda.  E - particolare non trascurabile - nei prossimi giorni sentiranno nuovamente l'imprenditore Salvatore De Seta, titolare della DDS (impresa che si occupa di impianti di sicurezza), la presunta vittima dell'estorsione le cui rivelazioni avrebbero fatto scattare l'inchiesta facendo intervenire l'antimafia di Catanzaro.  

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