Attenzione
Cinque persone alla sbarra per il disboscamento selvaggio di una zona collinare a Monte San Quirico
Abusi edilizi, condanne e multa da 56mila euro
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Dallindagine dei vigili urbani partì linchiesta sullabuso edilizio (archivio) Violato il vincolo paesaggistico e realizzata una discarica di rifiuti provenienti da demolizioni
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LUCCA. Il disboscamento selvaggio di una scarpata in una zona collinare dove erano state realizzate villette e appartamenti è costato la condanna a cinque persone e una maxi multa per complessivi 56mila euro. Per gli imputati l'accusa era di violazione del vincolo paesaggistico in assenza di autorizzazioni e interramento di rifiuti non pericolosi provenienti da demolizioni edilizie. A scoprire l'abuso edilizio - riconducibile alla realizzazione di un piazzale e di tre gradoni instabili per una superficie complessiva di 3500 metri quadrati - una pattuglia della polizia municipale il 6 novembre 2006. Gli ufficiali di polizia giudiziaria riferirono dello sbancamento della scarpata che costeggiava la collina di Monte San Quirico alla procura e da lì partì l'indagine che si concluse con l'incriminazione dei proprietari e committenti dei lavori di sbancamento - Alfredo Susanna, 48 anni e la moglie Catia Giannelli di 45 entrambi residenti a Monte S. Quirico - degli amministratori delle immobiliari S. Quirico e Blueyes che si occuparono del recupero del complesso edilizio - rispettivamente Alessio Pollastri, 41 anni, di Firenze e Brunella Menicucci di 46 anni di S. Anna - oltre al direttore dei lavori della «Immobiliare S. Quirico», Mario Malerbi, 60 anni, di Marlia. Il giudice Riccardo Nerucci ha condannato Menicucci, Pollastri e Malerbi a 7 mesi di reclusione con i benefici di legge e un'ammenda di 25mila euro. Tutti sono stati ritenuti colpevoli di aver violato la normativa legata alla tutela del vincolo paesaggistico in assenza di autorizzazioni modificando il profilo del terreno, prima interessato a una scarpata, attraverso il disboscamento di centinaia di piante e il riempimento con rifiuti non pericolosi provenienti da demolizione edilizia (bozze di cemento, calcestruzzo) e con terra e rocce creando così una sorta di discarica abusiva incontrollata nascosta dalla realizzazione di un ampio piazzale di oltre 3500 metri quadrati a coprire il danno ambientale. Assolti dall'accusa di violazione del vincolo paesaggistico, ma condannati per la realizzazione della discarica abusiva a sei mesi di reclusione con la sospensione della pena e 31mila euro di ammenda Alfredo Susanna e Catia Giannelli. Il giudice, accogliendo le richieste dell'accusa, ha condannato gli imputati anche al ripristino dello stato dei luoghi.
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