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Lucca

«Teleriscaldamento con l'energia superflua»

La manifestazione contro Alce a Lucca sabato scorso
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La manifestazione contro Alce a Lucca sabato scorso

Alce, il Sel contesta: centrale sovradimensionata. I sindacati: pensiamo ai posti di lavoro

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 FORNOLI. Un progetto sovradimensionato quello dell'impianto a biomasse di Alce secondo Tiziano Domenici, coordinatore provinciale del Sel. «Ci domandiamo perché Alce, a fronte di una necessità di 150mila tonnellate l'anno di materiale per attivare l'impianto di produzione di energia elettrica, ha solo 80mila tonnellate l'anno di legno detannizzato, a cui si potrebbero aggiungere 17mila tonnellate di cortecce, scarti e segatura. Restano 50mila tonnellate da coprire: o Alce ricorre materiale fuori provincia, mettendo in discussione la strategia della filiera corta, o, come dice Alce, li reperirà da attività forestali e di trasformazione del legno».  Domenici propone di «utilizzare solo il materiale legnoso proveniente dalla filiera del tannino (80mila tonnellate) senza prelievi ulteriori sul territorio, consentendo la nascita di altri piccoli impianti, o di usare l'energia termica per un impianto di teleriscaldamento, gestito da soggetti disponibili a investire nella sua costruzione. Un impianto che interesserebbe circa 3mila abitazioni nell'area».  L'impianto di teleriscaldamento è una ipotesi che piace anche ai sindacati, come spiegano Fabio Graziani (Slc Cgil) e Walter Fattore (Fistel Cisl). «La necessità di adottarlo come soluzione per evitare sprechi dell'energia prodotta e a vantaggio degli abitanti residenti in promissità allo stabilimento è stata una condizione richiesta ad Alce da organizzazioni sindacali, Provincia e Comune di Bagni di Lucca - dicono i sindacalisti -. Riteniamo che vada concluso positivamente e in tempi brevi il progetto per realizzarlo, coinvolgendo chi oggi gestisce la rete energetica».  I sindacalisti, intervenendo su Alce, ribadiscono che «la vertenza è e resta una vertenza occupazionale. Sarebbe più opportuno che tutti gli sforzi si concentrassero a cercare una soluzione per tutti gli attuali dipendenti dell'Alce. Finora vi si sono impegnati solo organizzazioni sindacali, Provincia e Comune di Bagni di Lucca. Se una parte delle energie profuse da altri soggetti fossero usate in questa direzione la soluzione sarebbe già stata trovata. L'eventuale autorizzazione a riconvertire il sito sarà solo una tappa del lavoro da svolgere».

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