Sicurezza
Sos posti: al nido un bambino su 4 è in lista di attesa
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Bimbi in una scuola per l’infanzia (foto di archivio)3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. «Le liste di attesa degli asili nido sono un problema che non si può risolvere». Così parla l'assessore alla pubblica istruzione Donatella Buonriposi riguardo alla difficoltà di usufruire dei servizi all'infanzia sul territorio. I numeri, del resto, parlano chiaro: ci sono 6 asili nidi comunali con circa 300 posti, ma 94 bambini restano lo stesso in lista di attesa. Come dire: un servizio che taglia fuori il 25% della domanda, un bimbo su quattro. «Il problema delle liste di attesa, di fatto, è molto difficile se non impossibile da risolvere - spiega l'assessore Buonriposi - e questo perché, paradossalmente, più asili nido realizziamo, più aumenta la domanda. Del resto possiamo dire di aver fatto dei passi avanti: quest'anno le richieste sono aumentate, ma le liste d'attesa si sono accorciate. L'amministrazione comunale in questo senso è molto attiva: abbiamo realizzato un nuovo nido alla Cappella, più altri due spazi gioco. Inoltre, in progetto c'è la realizzazione di un altro nido a Sant'Anna che dovrebbe accogliere circa 50 bambini e che ha già visto ben sei manifestazioni di interesse da parte di aziende pronte a costruirlo. In più è stato istituito l'Albo degli educatori (per realizzare i nidi domiciliari) e a giorni si chiuderà un progetto di formazione rivolto a educatori di nido pubblici e privati». Per il problema rette, invece, il discorso è più complesso. Come riportato dal Tirreno, può costare quasi 400 euro al mese mandare il proprio bambino al nido: all'incirca uno stipendio di un dipendente part-time. Stando ai dati reperibili sul sito dell'amministrazione, può arrivare a 393,33 euro la retta mensile in uno dei sei asili nido comunali, contro una media nazionale di 297 euro, secondo un'indagine condotta da Cittadinanza attiva. Su questo fronte, però, l'assessore Buonriposi non cede di un millimetro: «Dobbiamo sfatare il mito che le nostre rette siano le più alte della regione. Prima di tutto le nostre rette tengono conto dell'Isee (l'indicatore di reddito equivalente), per cui non sono fisse. La retta massima a me risulta di 260 euro al mese e, comunque, il contributo è calcolato in base al reddito delle famiglie richiedenti. Se ci riferiamo a tutto il sistema scolastico, non dobbiamo dimenticare che il Comune vede circa 800 esenzioni all'anno, tra rette, mense e trasporti per le scuole superiori. Questo si traduce in circa 400mila euro di mancato introito». I costi di un nido, del resto - insiste Donatella Buonriposi - sono «davvero elevati. In una struttura a norma, dotata di tutte le certificazioni di qualità e controllata con verifiche ispettive, e col giusto rapporto fra educatori e bambini, che secondo le normative regionali deve essere di 1 a 5 o al massimo di 1 a 6, è chiaro che le spese saranno molto alte. Nei nidi comunali, che rispettano tutte queste caratteristiche, è stato calcolato che un bambino costi all'incirca 7mila euro all'anno».
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