La manifestazione
Tambellini (Pd): il Comune dica se esce dal progetto San Jacopo
Fitodepuratore, è il momento di fare definitiva chiarezza
B.A.
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LUCCA. «Il fitodepuratore che l'amministrazione comunale vuole realizzare in località Le Cateratte, a Nozzano, è un impianto definitivo o transitorio? Se fosse definitivo, il Comune dovrebbe rescindere l'accordo con l'Ato1 che prevede il collegamento al collettore di San Jacopo per farvi confluire i liquami dell'Oltreserchio. Se fosse transitorio invece, come si giustificherebbe un ammortamento in pochi anni?». Le domande arrivano da Alessandro Tambellini, capogruppo del Pd in consiglio comunale. Sul fitodepuratore delle Cateratte (un impianto dal costo base stimato in 2 milioni) per Tambellini è urgente che si faccia chiarezza, perché per tanti aspetti la coesistenza (futuribile) del collegamento a San Jacopo e del fitodepuratore è un'ipotesi che non torna: si sovrapporrebbero due impianti destinati allo stesso impiego. Tambellini parte da un presupposto inconfutabile. «Le fognature sono indispensabili - dice -. L'accordo con l'Ato 1 (l'ambito territoriale per i rifiuti di Pisa, ndr) risale al 2001 e prevede il trasporto dei liquami dell'Oltreserchio a San Jacopo previa rimodulazione del collettore. Si riconoscono invece difficoltà per un impianto autonomo in Oltreserchio che porterebbe i liquami a Pontetetto. All'epoca si decise per la prima possibilità perché era una soluzione di minore impatto - dice l'esponente del Pd -. Ora arriva il fitodepuratore; le procedure per la Vas, valutazione ambientale sostenibile, e per la variante urbanistica sono partite. Siamo dunque a uno spartiacque. Tambellini mette in discussione anche un altro aspetto: sotto il terreno dove dovrebbe sorgere il fitodepuratore sono stati individuati strati di materiali inerti risalenti, sembra, al periodo in cui fu realizzata l'autostrada: una discarica ricoperta, insomma. «La discarica è compatibile con un impianto di fitodepurazione?», è l'ulteriore interrogativo di Tambellini. E' bene «che sia detto in modo preciso di che tipo di discarica si tratta - sottolinea -. Il sindaco deve prendere una posizione. Non si può rischiare di mettere in crisi nulla». «Se l'impianto sarà definitivo toglieranno di mezzo il vecchio accordo, se sarà transitorio dovranno essere ridefinite le condizioni con l'Ato1 e con Geal», continua Tambellini. Il quale avanza un'altra ipotesi, che è allo stesso tempo una provocazioe: «Forse quello di Nozzano è il primo di una serie di fitodepuratori che poi manderebbero tutti i liquami a Pontetetto?», lascia aperto l'interrogativo.
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