Proteste
Edifici fatiscenti, bagni serrati e mozziconi
A.B.
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Il paese di Fosciandora Fosciandora, una situazione fotocopia: non funziona nemmeno l'obliteratrice
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FOSCIANDORA. E se Castelnuovo piange, Fosciandora non ride. Anzi, si dispera. La situazione è la fotocopia del capoluogo garfagnino. Dal 2007, data ddell'ultimo reportage, ad oggi, niente è cambiato. Un'ulteriore puntata di questa telenovela va in onda un anno fa, ad aprile 2009, quando Provincia e Comuni, con la Regione, Trenitalia e Rfi nell'intenzione di combattere degrado, incuria e abbandono delle stazioni della tratta Lucca-Aulla, annunciano di avere avviato un progetto di riqualificazione del presidio di Fosciandora. Ma andando a vedere di persona, non si vedono segnali di progetti di riqualificazione esterna. Ne troviamo uno, di un progetto iniziato a primavera dello scorso anno, per una bonifica interna del primo piano dell'immobile a cura della società cooperativa "Le tre terre", che ha preso in affitto da Rfi questa porzione di stabile. Una stanza è già stata rimessa a nuovo e entro fine anno saranno pronte anche le altre due. «Qui ci verrà un laboratorio per la lavorazione dei funghi - spiega il presidente della cooperativa Dino Lenzi -. È un modo per dare lavori ai soci della coop e mantenere in piedi l'immobile. I funghi, rigorosamente della Garfagnana, verranno seccati e messi sott'olio, quindi venduti con il nostro marchio». Tutto da rifare. L'esterno della stazione è fatiscente così come pure i bagni ormai serrati da tempo. Un tubo per lo scolo delle acque piovane è rotto da chissà quanti anni e parte delle canale del tetto dei bagni usurate dagli eventi atmosferici. Alla sala d'attesa non si può accedere, la porta è chiusa a chiave. All'interno si riesce però a intravedere, dai vetri oscurati dallo sporco, una spessa coltre di polvere e mozziconi di sigaretta. Non esiste una tettoia dove i viaggiatori possano ripararsi quando piove e l'unica obliteratrice non funziona.
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