Il Tirreno

Lucca

Mura, trascurata la priorità del recupero del paramento

Marco Innocenti

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 Difficile sapere se davvero dal ministero dei Beni culturali e dalla società Arcus potranno arrivare i fondi sufficienti per il recupero definitivo delle Mura, sfruttando la ricorrenza del cinquecentenario della terza cinta (ci sono documenti d'archivio che indicano espressamente la data del 1513), ma non è in ogni caso elemento di secondo piano il fatto che la questione del recupero del simbolo della città sia tornata in agenda.  Sembra ormai fuori discussione che la valorizzazione delle Mura - accanto alla riapertura della casa natale di Puccini e alla concreta organizzazione di itinerari guidati ai luoghi della vita del maestro - rappresenti l'arma vincente per attirare flussi crescenti di turismo di qualità.  Stupisce allora che, mentre si chiedono soldi per il restauro della ex casa del boia, per l'ex canile e per l'acquisto del vivaio Testi le cui piante impediscono la visuale delle Mura dalla circonvallazione Del Prete, nessuno parli più delle non rimandabili opere di cui ha bisogno il paramento.  Abbiamo più volte documentato con servizi e foto - e lo rifaremo - lo stato dei mattoni che contengono il terrapieno; abbiamo scritto pagine sulla necessità di rimuovere erbacce e arbusti che disintegrano i commenti. Tutti hanno convenuto che la tutela e il recupero del paramento sono priorità assolute, ma nessuno ha mosso un dito. Non un progetto concreto, non una richiesta di finanziamenti.  Si è lasciata l'ing. Giannini dell'Opera delle Mura ad arrabattarsi come meglio poteva - senza fondi, mezzi e uomini - come se l'impegno e la buona volontà di dirigenti e giardinieri del Comune potessero avere l'effetto di una bacchetta magica. Inevitabile che, nonostante gli sforzi dell'Opera, le piante sul paramento siano sempre più rigogliose e che ogni giorno mattoni si sgretolino e cadano, anche dai parapetti dove tutti continuano a camminare nonostante i cartelli. Se ad una realtà del genere aggiungiamo i furti di materiali (oltre ai mattoni, arredi in marmo e ferro, panchine, statue, stemmi) contro i quali il Comune dice di non avere difesa, il quadro diventa ancora più allarmante.  L'amministrazione sostiene di non avere fondi e - velatamente - lascia capire che dalle fondazioni bancarie si aspetterebbe di più per le Mura. Dalle fondazioni si replica che non si possono pretendere contributi in assenza di progetti chiari.  Celebreremo intanto il cinquecentenario con gli spalti di viale Del Prete liberi dal vivaio, ma con le cortine, i terrapieni, i sotterranei e le sortite delle Mura ridotti a rovine?

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