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Lucca

L'Alce: «Non inquineremo l'aria»

Lo stabilimento dell’Alce a Fornoli (Vip)
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Lo stabilimento dell’Alce a Fornoli (Vip)

L'azienda: per le Pm10 stabilito un limite più basso di quanto dice la legge

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 BAGNI DI LUCCA. Troppe inesattezze sono state dette negli ultimi tempi in merito al progetto presentato dall'Alce Spa per la realizzazione di una centrale a legna.  Lo sostiene l'azienda che ritiene indispensabili alcune puntualizzazioni e che afferma di aver sempre perseguito la linea della trasparenza e del confronto.  «L'azienda si è impegnata con le istituzioni ad utilizzare solamente legno vergine e tutto il progetto si basa sull'utilizzo del legname locale in modo da consolidare la filiera legno già esistente a sostegno delle imprese forestali locali nel raggio dei 70 chilometri come previsto dalla legge che regola la filiera corta. Chi sostiene il contrario fa della disinformazione - sostiene l'Alce -. È totalmente falso sostenere che il nuovo impianto, se autorizzato, avrà un impatto ambientale peggiorativo nei confronti di quello attuale: le emissioni in atmosfera miglioreranno per diversi parametri e per le polveri sottili (Pm 10) è stato stabilito un limite notevolmente più basso dei limiti di legge e coerente con l'accordo di programma che l'Alce aveva sottoscritto precedentemente».  L'Alce aggiunge che l'esperienza di impianti analoghi conferma che, comunque, nell'esercizio l'emissioni di polveri saranno inferiori al passato. «Chi fa circolare numeri diversi si dimentica di questi passaggi fondamentali. Inoltre nell'analizzare l'impatto ambientale non si può dimenticare che la nuova centrale sostituirà un impianto che precedentemente bruciava non solo metano, ma olio combustibile e black liquor. Anche per gli scarichi idrici è evidente che la situazione futura è notevolmente migliorativa.  «L'azienda sta portando avanti questo progetto nell'assoluta convinzione che è la soluzione che permette di dare una risposta occupazionale rispetto alla crisi della cartiera dando continuità alla produzione storica del tannino e quindi di salvaguardare l'indotto rappresentato da tutti quei produttori forestali che da oltre un secolo sono fornitori di legname all'Alce. Più volte e da più parti è stata sottolineata l'importanza per il nostro territorio di garantire il prosieguo delle attività di gestione del bosco, e condizione necessaria per questo è avere uno sbocco remunerativo per chi lo lavora.  «Ribadiamo la nostra totale fiducia negli enti deputati ad analizzare il progetto e riteniamo che altrettanta fiducia dovrebbero dimostrare tutte le altre istituzioni locali e chi è interessato a vario titolo.  «Sottolineiamo - dice l'Alce - che nella conferenza dei servizi chiamata a pronunciarsi sull'autorizzazione sono rappresentati diversi enti con le massime professionalità impegnate ad analizzare ogni aspetto di questo progetto (sanitario, sicurezza ed igiene del lavoro, impatto ambientale) nel rispetto delle norme vigenti al fine di tutelare i cittadini e il territorio in tutti gli ambiti».  Infine l'azienda ribadisce la propria disponibilità a confrontarsi in maniera costruttiva con tutti coloro che credono e lavorano per uno sviluppo sostenibile del territorio, in grado di garantire occupazione e rispetto dell'ambiente».

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