Sicurezza
Lettera a Carnini
Basta con l'odio riprendiamo la strada interrotta
Andrea Ricci funzionario comunale
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Caro Armando (Carnini, ex vice sindaco di Capannori ndr), ho letto con attenzione le tue dichiarazioni sulla stampa in merito alla vicenda degli sms che si è conclusa con una sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste e sono rimasto veramente amareggiato di quanto hai dichiarato sulla mia persona. La frase "Andrea Ricci mi ha chiesto scusa" mi ha veramente umiliato. Come ben sai il nostro colloquio rappresentava per me un momento di confronto fraterno, con una persona che ho sempre stimato come uomo e come politico, da tenere custodito nel proprio cuore. Un incontro chiarificatore dove sempre ho rimarcato la differenza tra il tuo profilo politico ed il tuo profilo umano; dove accoratamente ti ho detto che gli sms miei, di Giorgio e le telefonate di Valter non volevano in alcun modo ledere la tua dignità personale ma erano una dolorosa risposta politica ai continui attacchi sui quotidiani locali che portavi nei confronti dell'amministrazione di Capannori e, per quanto riguarda la mongolfiera, al mio lavoro di funzionario responsabile del progetto. Attacco che, come rimarcato nella sentenza, ha provocato in me un enorme dolore: «... Nel Ricci che, come ha fatto notare anche dalla difesa, nella organizzazione della festa dell'aria aveva speso molte energie in prima persona e che, da quelle critiche, si sentiva tradito e psicologicamente ferito... Infatti, le frasi oggetto della tua denuncia, come sempre afferma la sentenza, valevano altresì, nell'ottica mia, di Giorgio e di Valter a tutelare nei confronti dell'opinione pubblica l'immagine della pubblica amministrazione. Sai quanto io, Walter e Giorgio abbiamo sofferto per i tuoi attacchi? Sai quanto ci ha ferito essere per mesi messi alla gogna mediatica senza poterci difendere? Solo il nostro silenzio nei tuoi confronti ci ha tutelato. La parola "scusa" estrapolata dal nostro colloquio, senza che io te ne dessi il permesso, non ha il significato che ora tu gli attribuisci a sentenza scritta. Il mio scusa era un invito fraterno al dialogo, al riconoscere entrambi un errore ed a riprendere insieme a Walter e a Giorgio un percorso interrotto di cui tu dovresti essere un protagonista. La mia storia politica è con Giorgio e Walter che io stimo ed apprezzo per quello che fanno a Capannori e la passione che metto nel mio lavoro è a totale servizio dei cittadini e di questo territorio che tanto amo. Di più non so dirti; so solo che continuare a perseverare nell'odio e nel livore personale non ci aiuta a condividere e portare avanti un progetto ed una strada che tu hai segnato quando governavi insieme a Ilio. Ti saluto fraternamente,
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