Proteste
La droga sequestrata dalla polizia a un muratore albanese e diretta al mercato locale poteva avere effetti mortali
Scatta l'allarme per la cocaina killer
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Il vice questore Virgilio Russo ha diretto le indagini (Vip) Le analisi dell'Asl confermano la pericolosità dello stupefacente che arriva dal Nord Italia
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LUCCA. Arriva l'allarme cocaina killer. Le 300 dosi sequestrate a marzo dalla sezione narcotici della Squadra mobile della questura, in collaborazione con la Polizia stradale, erano infatti tutte potenzialmente letali: tra le sostanze con cui la polvere bianca era tagliata c'era la pericolosissima tropacocaina, che ne aumenta gli effetti e può causare un'overdose già alla prima assunzione. È quanto emerge dalle analisi sulla sostanza che la questura ha commissionato all'unità tossicologica della Asl. I risultati, resi noti dal vice questore aggiunto Virgilio Russo direttore della Sezione narcotici, hanno spinto la questura a diramare l'allarme al Sistema di allerta precoce per le droghe (il "News": National Early Warning System) e alla Direzione centrale per i servizi antidroga. I 110 grammi di cocaina, insieme a due di eroina, provenivano dal Nord Italia (Piemonte e Lombardia le ipotesi degli inquirenti): circa 300 (letali) dosi pronte ad essere immessefra Lucca e Viareggio. La droga era stata sequestrata il 13 marzo, nell'ambito di un'operazione che aveva portato all'arresto di un muratore albanese di 27 anni, Ervis Preci, incensurato e con regolare permesso di soggiorno. L'uomo era stato fermato mentre viggiava in auto sull'autostrada fra Lucca e Viareggio. La droga era nascosta nel vano motore della sua Opel. Gli uomini della Mobile seguivano il giovane da tempo. In seguito ad alcune indagini sullo spaccio di cocaina in Lucchesia, coordinate dalla Direzione centrale per i servizi antidroga e dallo Sco (Servizio centrale operativo), il muratore era stato individuato come fornitore di alcuni consumatori-spacciatori, fra cui un imprenditore di Massa Carrara, Massimiliano Giannini, e un regista di Massa, Fabio De Simone, entrambi arrestati nel giugno scorso. Ulteriori indagini sono in corso per accertare se il quantitativo sequestrato faccia parte di uno stock più grande. I primi casi di decessi e gravi malumori dovuti alla tropacocaina sono avvenuti a Como e a Brescia. La prima vittima della sostanza-killer è stata una giovane marocchina, morta a Desenzano nel 2007. Enrico Messina
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