Sicurezza
Le richieste del pm alludienza preliminare
Quattordici rischiano il processo nell'inchiesta sul pontile
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Il palazzo del tribunale 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. L'aula del tribunale fatica a ospitare i partecipanti all'udienza preliminare per l'affaire-pontile: imputati e avvocati si affollano, mentre il pm Fabio Origlio snocciola le sue richieste. Delle 17 persone che avevano ricevuto l'avviso di chiusura delle indagini preliminari, due accederanno a riti alternativi; per altri 14 (fra i quali imprenditori, professionisti e dipendenti comunali) il pm ha ribadito la richiesta di processo per accuse che vanno dalla corruzione al peculato, al falso. Tra lee 17 persone che avevano ricevuto l'avviso di chiusura delle indagini preliminari, due accederanno a riti alternativi; per altri 14 (fra i quali imprenditori, professionisti e dipendenti comunali) il pm ha ribadito la richiesta di processo per accuse che vanno dalla corruzione al peculato, al falso. Esce, dall'inchiesta il segretario comunale di Camaiore Giuseppe Testa, per il quale è stato chiesto il non luogo a procedere. Cade, infine, l'accusa di tentata truffa e abuso edilizio per i parcheggi in piazza Lemmetti, che vedeva accusati gli imprenditori Stefano Varia, Brunello Pardini e Giuseppe Bicicchi. Gran parte dell'impianto accusatorio è stato ribadito. Rimangono in piedi i tre filoni principali, relativi ai progetti urbanistici di Lido e Capezzano. Al centro di tutto è confermato il ruolo del dirigente comunale Claudio Castellacci. Che, nel capo riguardante il project per il Pontile e i parcheggi sotterranei, avrebbe preparato tutti gli atti in modo da favorire l'associazione temporanea di impresa fra le aziende di Varia, Bicicchi e Pardini: così l'Ati sarebbe diventata prima promotore, poi realizzatore delle opere. Oltre a questi personaggi è stato chiesto il rinvio a giudizio anche per l'ingegnere lucchese Livio Radini, progettista del pontile. Accuse confermate anche per altri due filoni. Il primo, quello per il project dell'area BussolaDomani, vede alla sbarra Castellacci (padre e figlio), il loro collaboratore empolese Maurizio Mitola, Varia, due dirigenti del Consorzio stabile di Milano e il pistoiese Riccardo Chiti, che avrebbe dovuto curare il verde. Anche per la questione dei poli scolastici di Lido e Capezzano i capi di imputazione sono immutati. Il pm ha deciso di non chiedere il rinvio a giudizio per Varia, Bicicchi e Pardini per i parcheggi di piazza Lemmetti che, in un primo tempo, erano considerati senza autorizzazione. L'accusa era di tentata truffa e abuso edilizio. Dovrebbe uscire del tutto il segretario comunale Giuseppe Testa, implicato nella vicenda del Pontile. Il pm, infatti, ha spiegato di non aver rinvenuto comportamenti perseguibili in un processo negli atti di Testa. Ora la decisione è al al gup.
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