Il Tirreno

Lucca

Sos sede per la polizia postale

Un agente di polizia postale al lavoro (archivio)
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Un agente di polizia postale al lavoro (archivio)

Locali angusti, arredi vecchi, spogliatoio unico per uomini e donne Marchi (Uilps): l'azienda non rispetta gli accordi sottoscritti

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 LUCCA. Se fosse stato per il medico della polizia e per il funzionario responsabile della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro, sarebbero già dovuti sloggiare i quattordici agenti di polizia postale in forza nell'ufficio di Lucca, presso il Centro Operativo Postale (Cpo) di San Filippo. La sede infatti - due stanze con arredi vecchi e inadeguati, con quattordici scrivanie in uno spazio assegnato in principio per contenerne cinque (tanti erano inizialmente gli agenti della polizia postale lucchese), uno spogliatoio in comune per agenti uomini e donne - non è ritenuta più idonea alla sua funzione. La denuncia arriva da Indro Marchi, segretario provinciale della Uilps.  Il problema di origine, spiega Marchi, è con Poste Italiane, «che non rispetta un accordo sottoscritto in base al quale l'azienda deve fornire alla polizia postale uno spazio adeguato alle sue esigenze, così come i supporti tecnologici a cominciare dai computer. La polizia postale infatti in origine era destinata a scorte di portavalori e furgoni postali. Ora è diventata polizia delle telecomunicazioni, e come tutti sanno svolge una funzione importantissima: compie indagini delicate che vanno dalle truffe su internet a quelle su siti e materiali pedopornografici, alle perizie sui computer su incarico delle procure, ai reati sulle telecomunicazioni. E svolge anche un prezioso lavoro di prevenzione: basti pensare al progetto, in collaborazione con il provveditorato, sul fenomeno del bullismo».  Marchi reclama che invece «alla polizia postale potrebbero essere destinati fondi ad esempio di uffici postali dismessi sul territorio, ma l'impressione è che non si voglia spendere più di quanto si spende adesso. Oppure potrebbero essere cercati fondi in affitto, ma poi qualcuno lo deve pagare». È emergenza per una sede, insomma. La polizia postale non può accettare le proposte di nuovi spazi che sono arrivate finora, «di essere accorpata ad altri uffici in Toscana o a quelli della Questura, che ha già suoi problemi di spazio. La polizia postale lucchese fornisce anche un servizio per il pubblico: nei locali di cui dispone riceve anche le persone che devono fare denunce», continua. La situazione è questa. Poco rosea, ma Marchi vuole conservare ottimismo, e confidare che qualche novità positiva possa emergere dall'appuntamento che il sindacato si è dato con la direzione di Poste a fine maggio. B.A.  

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