Il Tirreno

Lucca

«Niente compostaggio ai Poderacci», il comitato non cambia opinione

Nicola Nucci
L’assemblea sulla localizzazione dell’impianto di compostaggio (Vip)
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L’assemblea sulla localizzazione dell’impianto di compostaggio (Vip)

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 CAPANNORI. Clima surriscaldato all'assemblea pubblica promossa dal Comitato "Salviamo il Centro" che si è svolta nella sala parrocchiale stracolma di persone. Un primo confronto tra la popolazione e l'amministrazione comunale e provinciale, dopo l'incontro avvenuto tra i rappresentanti del comitato paesano che dice no ai Poderacci quale sede dell'impianto di compostaggio (la giunta, invece, indica proprio quel sito) e la commissione ambiente del Comune.  Il sindaco Giorgio Del Ghingaro non era presente, ma c'erano il vice Luca Menesini e gli assessori Pizza, Bove, Ghilardi, oltre all'assessore provinciale Maura Cavallaro e al leader di Sinistra per Capannori, Eugenio Baronti, ai capogruppi di maggioranza e opposizione, molti consiglieri di entrambi gli schieramenti fino ai rappresentanti di liste civiche e associazioni.  In tarda serata è arrivato anche l'assessore all'ambiente Alessio Ciacci, precedentemente impegnato in una riunione sul porta a porta a Pieve San Paolo. Mescolato tra la folla anche l'assessore provinciale Rovai, ex sindaco di Porcari.  È stata un'assemblea partecipata, accesa. Non sono mancati momenti di tensione durante l'intervento, più volte interrotto, del vice-sindaco Menesini a fare le veci di Del Ghingaro. Parlando della localizzazione del sito l'assessore con delega al sociale ha spiegato che lo studio tecnico si concentrerà sulla parte più a est dell'area dei Poderacci, a ridosso di via Rossi, e che sulla vicinanza dal centro il sito sarebbe a 1,7 chilometri dalla chiesa e 1,2 dallo stadio.  «Ai Poderacci - ha spiegato il vice sindaco ricordando la politica a tutela del territorio della giunta Del Ghingaro - abbiamo cancellato 1500 terreni edificabili e contrastato la cementificazione. Questo però non viene mai sottolineato».  L'ipotesi-Frizzone invece non è percorribile. «Perché c'è un elevato rischio idrogeologico e un vincolo di destinazione legato alla mobilità». Molti cittadini hanno espresso dubbi e perplessità sulla localizzazione "Ai Poderacci". Su un fatto però quasi tutti d'accordo: la necessità di realizzare un impianto di compostaggio.  «Per noi questa zona rappresenta l'ultimo polmone verde del paese - dice un capannorese doc - non capisco per quale motivo non è stato fatto a Salanetti nel 2006. C'era oltretutto un finanziamento a fondo perduto. Invece Del Ghingaro si è impuntato su un luogo vicino al centro e alle abitazioni. Senza rispettare la volontà popolare».  «Basta ascoltare la gente e leggere gli striscioni spuntati spontaneanente ovunque per capire che l'impianto non si deve fare ai Poderacci. Ma questo Comune non aveva messo al primo posto la tutela dell'ambiente?» è un altro commento. «L'area dei Poderacci è verde, fertile e con risorgive di acqua buona e pulita - dicono i rappresentati del Comitato che hanno raccolto oltre mille firme - ed essendo vicino al centro e priva di infrastrutture non è adatta per un impianto industriale che comporterà la distruzione di 30mila mq di terreno agricolo coltivato».  Il Comitato, dopo aver evidenziato il successo della partecipazione e i tanti striscioni di protesta appesi alla finestre delle case vicino ai Poderacci e al centro («avere aperto un tavolo di confronto è già una mezza vittoria» dice Amerigo Colombini), al termine dell'assemblea ha manifestato una moderata soddisfazione.  «Adesso chiediamo al sindaco di tornare sui propri passi e rivedere la sua scelta cambiare la localizzazione dell'impianto. Siamo favorevoli al compostaggio, ma non nell'ultima isola verde di Capannori».  La prossima settimana ci sarà una manifestazione del Comitato davanti al municipio.

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