Il Tirreno

Lucca

Baronti chiede di fare presto

Ni.Nu.
Ecco la zona scelta dal Comune per l’impianto di compostaggio; Eugenio Baronti, ex assessore e membro di Sinistra per Capannori
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Ecco la zona scelta dal Comune per l’impianto di compostaggio; Eugenio Baronti, ex assessore e membro di Sinistra per Capannori

L'ex assessore: dopo 14 anni siamo ancora a parlare

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 CAPANNORI. «La Provincia, entro una ventina di giorni, dovrà fare una valutazione tecnica del sito inviduato dall'amministrazione comunale. Non sono un tecnico, ma ho la sensazione che l'esito sarà negativo. Altrimenti, se non ci sarà una risposta tempestiva, non esiteremo a protestare».  Suonano come un ultimatum le parole dell'ex assessore Eugenio Baronti, esponente di Sinistra per Capannori, partito che fa parte della maggioranza che guida il Comune.  «Frizzone e Tassignano Sud restano secondo me i luoghi migliori - conferma Baronti - ma attendiamo una valutazione tecnica che sarà fatta sulla nuova localizzazione che l'amministrazione ha individuato nella parte più a est dei Poderacci, lungo via Rossi, accanto alla società Baldassarri per intenderci. Quando ero assessore regionale fu scelto come sito più idoneo il Frizzone, situato in un'area industriale. Poi all'interno della coalizione di maggioranza in Comune c'è stata una mediazione verso altri siti, ma ho sempre espresso una mia contrarietà ai Poderacci per l'impatto che potrebbe avere su una zona a vocazione agricola».  Il rappresentante di Sinistra per Capannori ribadisce che l'impianto di compostaggio è urgente e irrinunciabile. «È necessario per chiudere il ciclo dei rifiuti e abbattere i costi di gestione, con un conseguente risparmio di migliaia di euro e bollette più leggere per i cittadini. Se non si facesse sarebbe un problema. Adesso si tratta di trovare il posto giusto e con il minor impatto ambientale». Baronti lancia un appello a Baccelli e Del Ghingaro affinché sia trovata una soluzione in tempi rapidi. «Se dopo 14 anni siamo ancora qui degli errori ci sono stati. L'unica soluzione è un accordo di pianificazione, il cui presupposto giuridico è che tutti i soggetti interessati (Regione, Comune, Provincia e Ato) siano d'accordo nell'intraprendere questo iter straordinario. Per via ordinaria ci vorrebbero troppi anni».

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