Il Tirreno

Lucca

Un fast food dentro le Mura

Barbara Antoni
L’interno del Pappamondo di Valentina Stefanini e Beppe Riefolo
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L’interno del Pappamondo di Valentina Stefanini e Beppe Riefolo

I gestori: solo cibi italiani e garfagnini, non serviamo ai tavoli

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 LUCCA. Sta in pochi metri quadrati il sogno di Valentina Stefanini e di Beppe Riefolo. L'indirizzo è via dell'anfiteatro 97, nel fondo che era del bar Caffeina: da pochi giorni qui ha aperto i battenti il primo fast food italiano dentro le Mura. Si chiama Pappamondo. Non è un pubblico esercizio ma una vendita di pizze, panini e focacce farciti con i prodotti della Garfagnana e di hamburger rivisitati alla maniera e agli ingredienti italiani.  Ventinove anni Valentina, trentasette Beppe, il fidanzato di professione chef che ha lavorato in tanti paesi europei. Anche Valentina, lucchese (mentre Beppe ha origini sarde ma è nato e cresciuto a Torino) ha lavorato oltreconfine nella ristorazione. Insieme hanno ideato il progetto dell'italian fast food a Lucca.  Si sono potuti permettere di realizzarlo anche perché, una volta individuato il fondo, hanno fatto da soli i lavori di tinteggiatura, piccole variazioni al bancone, compreso fabbricare i pochi tavolini (per otto posti a sedere in tutto) piazzati all'esterno del locale al quale comunque i gestori non servono. Il fast food non è un pubblico esercizio ma un negozio; non prevede somministrazione ma pura e semplice vendita di prodotti preparati nel proprio laboratorio con ingredienti tutti italiani e per tanta parte anche locali. «Consegnamo i panini in piatti di legno di palma perché non possiamo usare piatti o bicchieri di vetro o ceramica. Occupiamo il fondo lasciato dal bar Caffeina ma non abbiamo rilevato la sua licenza, acquistata da chi invece ha aperto un altro bar. Non avendo dovuto comprare la licenza abbiamo fatto un investimento complessivo che era nelle nostre possibilità», aggiunge Valentina.  Il locale ha aperto da poco ma il lavoro c'è, conferma la giovane titolare. Che non esclude, se ingranerà come si augura anche il servizio di consegna a domicilio, di assumere una persona a cui assegnare questo compito. A dire il vero il progetto è ancora più ambizioso: «Vorremmo diventare un piccolo franchising - conclude Valentina - con sede, oltre che nel centro storico, fuori dalle Mura e anche in Versilia e a Pisa, una buona piazza perché ci sono molti studenti».

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